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Pensioni ultime notizie DEF numerosi vincoli attuali, sono fasi di importanti decisioni. Purtroppo sembra come anno scorso

Quali sono le misure che potrebbero rientrare nella prima stesura del nuovo Def e quali eventuali novità per le pensioni aspettarsi: situazione e problemi da superare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:35): Il Def è fondamentale per stabilire le priorità e gli obiettivi economici e, dunque, lo è anche per le novità per le pensioni. E le ultime notizie e ultimissime non sono positive. Da una parte vi sono gli ostacoli che abbiamo gà descritto sotto, dall'altra nuovi impedimenti anche di queste ultime ore che andremo poi a vedere. 

E’ attesa a breve la presentazione della prima bozza del nuovo Def, Documento di Economia e Finanza che, come ormai ben sappiamo, pone le basi per i provvedimenti che dovranno essere inseriti nella prossima Manovra, sulla base delle disponibilità economiche esistenti. Le ultime notizie, però, confermano una situazione ancora negativa per le novità per le pensioni che potrebbero prospettarsi e il timore è che tutto si risolva come l’anno scorso, quando al centro delle discussioni vi erano proprio le novità per le pensioni da approvare, prima definite, poi cancellate per mancanza di soldi tanto che nulla di concreto è stato fatto nella scorsa Manovra per le pensioni. L’intento dell’anno scorso era mettere a punto novità pensioni che rendessero più flessibili i requisiti di uscita dal lavoro.

La volontà c’era, l’anno scorso come oggi, ma in vista delle prime reali discussioni sulle misure da inserire nella Manovra dello scorso dicembre, la revisione del Def 2015 ha portato alla cancellazione di ogni misura sulle pensioni, perché avrebbe richiesto fondi di cui l’esecutivo non disponeva, a vantaggio di altri provvedimenti, come proroga degli ammortizzatori sociali Dis-Coll e Asdi, che effettivamente sono stati attuate e riforma delle politiche attive sul lavoro. L’obiettivo di quest’anno per non deludere ancora a definire concrete novità per le pensioni è quello di ammorbidire i vincoli oggi rappresentati dall’Europa, tanto che lo stesso ministro dell’Economia italiano si sta impegnando affinchè l’Europa stessa conceda al nostro Paese l’extra deficit richiesto. Secondo il ministro dell’Economia, i criteri in base al quale l’Europa valuta operato e eventuale concessione di maggiori margini di intervento non sono favorevoli per il nostro Paese e dovrebbero essere rivisti.

Dando il via a nuovi fondi, si avrebbero a disposizione ulteriori risorse che, tra le altre misure, potrebbero essere impiegate anche per approvare, finalmente, novità per le pensioni. La necessità di convincere l’Europa che cambiare le pensioni italiane approvando sistemi di uscita prima come quota 100, mini pensione, quota 41, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, è stata dichiarata anche dal presidente dell’Istituto di previdenza, che ha chiaramente spiegato come possa essere facile far capire all’Europa che attraverso i prepensionamenti dei lavoratori più anziani si potrebbe dare nuova spinta all’occupazione giovanile, perché potrebbero essere assunti per quei posti lasciati liberi dai più anziani, e quindi alla produttività, in vista di un rilancio dell’economia in generale.

Sulla scia di richieste di maggiori aperture all’Europa da parte del ministro dell’Economia e del presidente dell’Istituto di Previdenza si colloca anche Confindustria: secondo le ultime notizie, infatti, anche l’Associazione degli industriali ritiene che sia necessaria la concessione dell’extra deficit da parte dell’Europa, per avere maggiori margini di intervento per continuare sulla strada di quei provvedimenti di riforma per un rilancio dell’economia italiana, che dovrebbe passare anche dalle novità per le pensioni.

Secondo Confindustria, infatti, le modifiche pensionistiche e i piani di uscita prima sarebbero ottimali per il rilancio dell’occupazione giovanile, volto a dare alle imprese italiani nuovi profili di competitività e produttività sostenute dall’impiego delle moderne tecnologie che solo i più giovani sono avvezzi ad usare. Se, dunque, l’Europa non concederà l’extra deficit, ogni novità proposta finora e che potrebbe avere effetti postivi dovrà essere abbandonata. Il che significherebbe bloccare nuove speranze di crescita ulteriore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il