Multa da 20 milioni per Telecom Italia e di 2 per Wind per posizione dominante

A comminarla è stata l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha stabilito che le due società hanno violato l’articolo 82 del trattato CE



Una multa da 20 milioni per Telecom Italia e di 2 per Wind. A comminarla è stata l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha stabilito che le due società hanno violato l’articolo 82 del trattato CE per due distinti abusi di posizione dominante nei rispettivi mercati all’ingrosso dei servizi di terminazione sulle proprie reti. Le due società non sono stati sanzionate per abuso collettivo, contestazione che era invece compresa nell’istruttoria: “Non sussistono - spiega il provvedimento dell’Autorità - elementi sufficienti a provare una posizione dominante collettiva degli operatori mobili nel mercato all’ingrosso dei servizi di accesso alle infrastrutture di rete mobile, come ipotizzato invece nell’avvio di istruttoria”.

La due società secondo l’Agcom hanno abusato delle proprie “posizioni dominanti nei rispettivi mercati all’ingrosso dei servizi di terminazione sulle proprie reti” attuando pratiche discriminatorie nei confronti dei loro concorrenti applicando ai concorrenti tariffe per l’accesso alla rete tali da essere in grado di proporre ai propri clienti finali tariffe più convenienti.
Lo scopo era escludere i competitor sia mercati all’ingrosso dei servizi di terminazione che dal mercato al dettaglio dei servizi di fonia F-M per la clientela business.

Secondo il dispositivo dell’Agcom la violazione si protrae dal 1999 per Tim e dal 2001 per Wind. Naturalmente l’Autorità ha valutato la posizione di Telecom più grave in relazione alla sua posizione maggiormente influente sull’intero mercato delle comunicazioni, a monte e a valle della rete. Ad aggravare il giudizio ha contribuito anche la circostanza che la società è già stata oggetto di accertamenti sempre in relazione sua alla posizione dominante. L’Agcom ha imposto alle società di adottare provvendimenti per mettere fine alle violazioni entro 90 giorni.

Il titolo ha accusato il colpo ma tutto sommato senza grossi traumi, se si avvia in chiusura di seduta cedendo meno di un punto percentuale, in una giornata in cui l’S&P/Mib viaggia in territorio negativo per lo 0,75 per cento e il Mibtel lascia sul terreno l’1,08 per cento.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il