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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100 potrebbe non esserci nulla nel DEF. Cattivo segnale, la storia si ripete

Ancora una volta si prospettano novità per le pensioni negative con nuovo Def: cosa aspettarsi, situazione attuale e quali cambiamenti in discussione




Ancora scoraggianti le ultime notizie sulle pensioni: potrebbe, infatti, non esserci alcuna novità per le pensioni nel nuovo Def. Secondo molti, si ripete la storia dell’anno scorso, quando dopo tante speranze di imminenti cambiamenti, nulla fu previsto né nella prima stesura del Documento di Economia e Finanza, né nelle successive. Il tentativo di mettere a punto qualche novità per le pensioni da inserire nella scorsa Manovra fu fatto con la definizione di un documento scritto che impegnava l’esecutivo a considerare metodi come quota 100 o mini pensione, ma alla fine non si è fatto comunque niente. E infatti nella scorsa Manovra non c’è stata alcuna novità per le pensioni, nonostante durante l’anno si diceva che cambiamenti pensionistici sarebbero arrivati proprio con la Manovra.

A dirlo fu anche il ministro del Lavoro, esattamente come accaduto settimane fa. Lui stesso ha infatti nuovamente detto che qualche cambiamento pensionistico potrebbe essere inserito nella prossima Manovra ma come si fa a credere ancora in questo progetto se di nuovo nel Def non dovrebbe essere previsto nulla? Mancano, infatti, ancora quei soldi necessari per l’approvazione di novità come quota 100, mini pensione o quota 41, senza dimenticare il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, ma le speranze di ulteriori novità si concentrano sul prossimo mese di maggio, quando l’Europa procederà con la nuova valutazione per il nostro Paese, decidendo, finalmente, se concedere o meno l’extra deficit che potrebbe essere impiegato anche per eventuali novità per le pensioni, seppur temporanee.

E solo allora magari qualcosa potrebbe arrivare davvero per le pensioni e con la prossima Manovra, considerando che la valutazione è prevista per maggio e l’inizio delle discussioni vere e proprie per definire i provvedimenti da inserire nella prossima Manovra per settembre, ottobre prossimi. Per avere la concessione dei tre miliardi ulteriori e dimostrare che effettivamente cambiare l’attuale legge pensioni potrebbe portare vantaggi ed effetti positivi, sia in vista di un rilancio del mercato occupazionale, soprattutto giovanile, sia in termini di risparmi, sul lungo periodo, il presidente dell’Istituto di Previdenza ha anche proposto di presentare certificazioni oggettive che dimostrino come i costi di eventuali piani di uscita prima non avrebbero impatto sui conti perché bilanciati dalle penalizzazioni a carico dei lavoratori stessi, senza dimenticare quel ricalcolo contributivo che permetterebbe di recuperare ulteriori soldi.

Il problema è che però il fronte di no a questo sistema di ricalcolo è forte e accanto al ministro dell’Occupazione si è schierato anche il sottosegretario all’Economia Baretta che non soltanto ha appoggiato il responsabile del Dicastero dell’Occupazione per il no al ricalcolo ma anche nella proposta della mini pensione come novità per le pensioni al momento più fattibile, perché risulterebbe sostenibile da un punto di vista economico, del tutto a carico di coloro che decidono di andare in pensione prima. E di fronte alla mini pensione, sembra caduto anche quel piano di quota 100 che lo stesso Baretta aveva sostenuto insieme al presidente del Gruppo ristretto per le pensioni a Montecitorio.

Le ipotesi di lavoro sulle pensioni, dunque, continuano ad essere tante, come lo erano l’anno scorso, ma è possibile che arrivi un’ennesima delusione, nonostante gli annunci di novità positive in vista delle prossime elezioni amministrative, nonostante la necessità dell’esecutivo di riconquistare elettori e consensi, nonostante la volontà di cambiare una legge pesante ma che ancora risulta difficile da rivedere. Il problema è che se noon dovesse arrivare alcuna novità per le pensioni entro l'anno con la prossima Manovra tutti i tempi di lavoro dell'eseucutivo salterebbero e nulla si potrà realmente mettere in atto nemmeno per il 2018, quando sono in programma le prossime elezioni. Se infatti qualche novità per le pensioni arrivasse con la Manovra, come detto fino a qualche settimana fa, si dovrebbe decidere se lavorare con decreti attuativi, e quindi le novità entrerebbero in vigore nel 2017, o con legge delega, rimandando il tutto tre due anni. Adesso, però, con un eventuale nulla di fatto nel Def, questi progetti svanirebbero. 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il