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Pensioni ultime notizie accettabili da Ncd, Fi, pd, Ministeri, Istituto ma non da Lega, M5S quota 100, mini pensioni, quota 41

Le ultime posizioni di forze politiche e Ministeri su novità pensioni: chi chiede cambiamenti e chi la totale revisione dell’attuale legge




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:33): Sembra che tutti vogliano mettere la propria firma sulle novità per le pensioni almeno nelle affermazioni e nelle promesse che fanno costantemente nelle ultime notizie e ultimissime, ma di fatto nulla accade concretamente. Da una parte si parla di volontà politia ed è vero, ma dall'altra se si fa una analisi di quanto sta accadendo politicamente, il panorama appare mutato e non è più così vero che Lega e M5S hanno gli stessi obiettivi delle altre forze e che, comunque, voterebbe, ad esempio, quota 100 seppur proposta dall'opposizione del Pd. Gli obiettivi primari soprattutto (politici), e poi, secondari (sulle pensioni), sono ben altri

Continuano ad essere diverse le posizioni dei diversi partiti politici sulle novità per le pensioni, così come tra Ministeri e Istituto di Previdenza. Se tra questi ultimi, ma anche tra Ncd, Pd e Forza Italia aleggia l’intenzione di cambiare l’attuale legge pensioni, pur se con sistemi differenti, tra quota 100, quota 41, mini pensione, uscita con 62 anni di età, 35 anni di contributi e penalizzazioni, e dalle dichiarazione di alcuni loro esponenti è ben chiaro che arriverà prima o poi un metodo per andare in pensione prima, M5S e Lega vogliono, invece, da sempre una totale revisione dell’attuale legge pensionistica e, rispetto a prima, sono in dubbio se sostenere anche i metodi di quota 100, mini pensioni, quota 41, o nuovo sistema di mini pensione-staffetta, o continuare sulla strada della completa modifica.

Pensioni novità Ncd: Nessuna totale revisione dell’attuale legge ma modifiche verso requisiti di uscita dal lavoro più flessibili sono ciò su cui punta Ncd, che però non dimentica il problema delle ricongiunzioni e della possibilità di cumulo dei trattamenti contributivi versati nelle diverse gestioni, questione al centro dell’attenzione anche attualmente e che merita di essere chiusa prioritariamente.

Pensioni novità Pd: Le ultime notizie sulle recenti affermazioni di alcuni esponenti del partito hanno chiaramente lasciato intendere come ci sia la volontà di agire con novità per le pensioni ma che tutto deve essere fatto in base ai soldi disponibili, che al momento non ci sono, motivo per il quale la discussione sui cambiamenti previdenziali si sta prolungando ancora e le speranze si concentrano sulla prossima valutazione di maggio da parte dell’Europa, che potrebbe finalmente concedere l’extra deficit al nostro Paese, mettendo così a disponibilità ulteriori risorse che potrebbero essere impiegate per novità per le pensioni. Resterebbe però da capire in quale sistema investirle, se per l’approvazione del piano di quota 100, o per quota 41, uscita con 62 anni di età e 35 anni di contributi e penalizzazioni. La prudenza dunque è dettata ancora una volta dall’ostacolo economico, soprattutto dopo che sono stati resi noti i costi che richiederebbero i diversi sistemi. Tra questi comunque è tornato in discussione anche il part time, rilanciato da alcuni esponenti del partito, e per chi è quasi vicino alla maturazione della pensione finale, sistema che consentirebbe un’uscita prima graduale con conseguente turn over lavorativo.

Pensioni novità FI: Per Forza Italia, invece, la priorità per una revisione delle attuali pensioni dovrebbe essere l’aumento del valore degli assegni minimi, da portare a 800, mille euro. E, per quanto riguarda le novità per rendere più morbidi i requisiti di uscita dal lavoro, punta a metodi che però non prevedano penalizzazioni a carico del lavoratore.

Pensioni novità Ministeri: Anche i Ministeri sostegno che qualche norma dell’attuale legge possa essere cambiata, lasciando però così com’è l’impianto. L’ultimo a confermare queste intenzioni è stato il sottosegretario all’Economia Baretta che ha fatto un passo indietro rispetto ai piani iniziali, considerando che lui stesso è stato firmatario del piano di uscita con quota 100 insieme al presidente del Gruppo ristretto per le pensioni a Montecitorio, ma che ora è tornato a rilanciare la mini pensione, appoggiando la posizione del responsabile del Dicastero dell’Occupazione, secondo cui proprio la mini pensione sarebbe la novità pensione più fattibile al momento perché secondo le stime, non avrebbe alcun impatto sui conti pubblici, anche se sarebbe pensata solo per coloro che si ritrovano senza lavoro, prospettandosi dunque più come un aiuto sociale che come una vera e propria novità per le pensioni. Ma del resto, il Dicastero dell’Occupazione ha diverse volte parlato della possibilità di novità collegate però a politiche attive del lavoro, esattamente come anche l’assegno universale che, a differenza di quanto previsto dall’Istituto di Previdenza, non varrebbe per tutti ma solo per gli over 55 che perdono il lavoro e non possono ancora andare in pensione ma che dimostrano di cercare realmente un altro impiego. Ancor diversa l’impostazione dell’assegno universale sostenuto dal Ministero dell’Economia come unica novità per le pensioni. In tal caso dovrebbe, infatti, essere più di tipo comunitario a livello europeo.

Pensioni novità Istituto di Previdenza: Anche per l’Istituto di Previdenza, l’impianto dell’attuale legge pensioni dovrebbe essere mantenuto così com’è modificandone però alcuni aspetti, a partire dai requisiti di uscita dal lavoro che, come proposto dal presidente dell’Istituto, potrebbero essere abbassati a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e per chi ha un assegno non inferiore ai 1.500 euro mensili, con penalizzazioni elevate pari a circa il 3% o poco più per ogni anno in cui si decide di andare in pensione prima. Si tratterebbe di penalizzazioni sì elevate ma che permetterebbero di recuperare gli altrettanti elevati costi necessari per l’applicazione di questo piano. Di recente, poi il presidente dell’Istituto ha anche aperto alla quota 41, ma nulla su quota 100 o mini pensione.

Pensioni no M5S e Lega: Diversa invece la posizione di Lega e M5S: sin dall’inizio, infatti, entrambe queste forze politiche hanno chiesto la completa revisione dell’attuale legge pensioni, tanto che la Lega aveva provato a lanciare anche un referendum abrogativo delle norme in vigore oggi, poi considerato illegittimo. Non potendo, dunque, perseguire questa strada, hanno scelto di sostenere novità per le pensioni come quota 100, entrambe, ma anche assegno universale, quota 41 e possibilità di estensione del contributivo per l’uscita prima delle donne anche agli uomini, soprattutto il M5S.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il