BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41, quota 42 a cui si affianca mini pensioni+staffetta inclusa

Come funziona il nuovo sistema mini pensione-staffetta e tutti gli altri piani per novità pensioni al vaglio dell’esecutivo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:07): Tra i tanti metodi e sistemi per uscire prima che sono in fase di studio si viene a scoprire che tra le novità per le pensioni vi è un nuovo metodi ibrido ovvero la combinazione di due metodi differenti. E non è la prima volta, basti pensare quante volte le mini pensioni sonostate state utilizzate, anzi erano, nate come sistema complementare per quota 100 per diminuirne le penalità. Ora, invece, ritorna il sistema mini pensioni staffetta indicato da due esponenti e che riprende una prima idea, forse, di Giovannini come vedremo successivamente.

Non solo piani di uscita prima con quota 100, quota 41, quota 42, mini pensione o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8%: le ultime notizie si concentrano infatti su una novità per le pensioni che prevederebbe una mini pensione affiancata alla staffetta. Questa soluzione prevederebbe la riduzione graduale dell'assegno previdenziale per chi vuole uscire prima, con modalità ed eventuali penalità ancora da valutare. Si tratterebbe di un nuovo sistema ibrido di uscita prima che potrebbe richiedere anche il coinvolgimento dell’impresa e che permetterebbe al lavoratore che magari svolge un lavoro pesante di andare in pensione prima rispetto agli attuali richiesti ricevendo una mini pensione da parte dell’impresa che avrebbe però il vantaggio di poter dare vita al turn over, favorendo il ricambio generazionale.

E' chiaro come si tratti di una impostazione differente dalla mini pensione proposta dal ministro dell'Occupazione, a costo zero, che permetterebbe di andare sempre in pensione prima a partire da 63 anni, anzicchè 66, ma totalmente a carico del lavoratore e destinata, eventualmente, solo a coloro che perdono il lavoro, configurandosi quasi più come un'ulteriore prestazione che una novità per le pensioni. Al momento però si tratta di una novità che deve ancora essere definita nel dettaglio, per capire quanto possa essere conveniente per lavoratori e imprese ma soprattutto quanto costerebbe e quali vantaggi potrebbe assicurare allo stesso tempo. Questo sistema di mini pensione, però, non dovrebbe prevedere penalità, che avverrebbero già sullo stipendio mensile, al contrario di piani come quota 100, quota 41 o anche quota 41. Sappiamo, infatti, che per ognuno sono previste penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima, seppur minime in questi casi.

La quota 100, che secondo molti è quella che lascerebbe davvero al lavoratore la libertà di scegliere l’età di uscita dal lavoro, è data dalla somma di età anagrafica e contributiva, con possibilità di uscita a partire da 60 anni di età con 40 di contributi, ma anche di uscita a 61 anni di età con 49 di contributi, 62 anni di età con 38 di contributi e così via. La quota 41, invece, permetterebbe a tutti i lavoratori di andare in pensione con 41 anni di contributi e senza alcun limite anagrafico, sempre a fronte di penalizzazioni, che alcuni vorrebbero cancellare.

Ha aperto alla novità di quota 41 anche il presidente dell’Istituto di Previdenza che, però, piuttosto che prevedere una quota 41 con penalità, ha proposto di congelare i requisiti a 43 anni per gli uomini e 42 anni per le donne, senza alcuna penalizzazione. Le novità per le pensioni non finiscono qui, perché accanto a questi sistemi, così come a quelli che prevedono l’uscita a 62 anni di età con 35 di contributi o a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi, mesi fa si parlava anche della possibilità di definire sistemi di uscita differenti in base ai età e contributi versati a seconda della tipologia di lavoro svolto.

L’obiettivo era quello di mettere a punto una nuova tabella che, in base all’attività professionale svolta, prevedesse età e contributi differenti. Secondo alcuni esponenti di Sel, infatti sarebbe stato meglio definire un piano di pensionamento sulla base di età anagrafica e contributiva stabilita in base alla tipologia di lavoro che si svolge, perché ogni lavoro ha le sue difficoltà e queste, chiaramente, differiscono da lavoro a lavoro, ben chiari sono gli esempi dei lavoratori che svolgono mansioni decisamente pesanti come dei manager, o degli impiegati di ufficio.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il