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Pensioni ultime notizie senza mini pensioni, quota 100, quota 41 norme peggiori per diverse categorie tra 8 mesi.

Cosa cambia dal prossimo anno per i lavoratori che svolgono mansioni pesanti e novitÓ per le pensionin ancora per pochi: ancora lontani piani di uscita prima per tutti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:07): Se non ci saranno miglioramenti e novità per le pensioni reali, se le condizioni sono già peggiorate quest'anno come requisiti richiesti, lo saranno ancora di più l'anno prossimo e alcune categorie avranno anche la peggio rispetto alle altre come riferiscono le ultime notizie e ultimissime.

Con l’avvicinarsi della presentazione della prima stesura del nuovo Def, sembrano tramontare anche le possibilità di vedere realizzate novità per le pensioni nel breve periodo. Le ultime notizie, infatti, confermano ancora una mancanza di quelle risorse economiche che sarebbero fondamentali per l’attuazione di novità per le pensioni e che potrebbero arrivare probabilmente a maggio se l’Europa dovesse decidere di concedere al nostro Paese l’extra deficit che avrebbe un valore di tre miliardi di euro che potrebbero essere impiegati per realizzare novità per le pensioni che dovrebbero però essere temporanee, considerando che gli stessi fondi sarebbero temporanei.

E mentre si allontanano, ancora una volta, novità come quota 100, quota 41, mini pensione, ma anche piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi con penalizzazioni fino all’8%, che soddisferebbero le richieste avanzate nel corso di questi mesi da forze politiche e forze sociali, sono in arrivo nuove strette proprio per quelle categorie di persone che sono state fortemente penalizzate dall’entrata in vigore delle attuali norme. Per godere, infatti, dei benefici destinati a queste persone, i lavoratori che svolgono mansioni pesanti dovranno dimostrare di aver effettivamente svolto queste attività almeno per la metà della vita lavorativa.

Secondo quanto al momento stabilito, i lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l'anno possono andare in pensione a 61 anni e 7 mesi di età se hanno raggiunto quota 97,6 con almeno 35 anni di contributi più una finestra mobile di 12 mesi che fa salire l'età di uscita a 62 anni e 7 mesi. E se per andare in pensione oggi gli interessati devono aver svolto mansioni pesanti per almeno 7 anni, compreso l'anno di maturazione dei requisiti, negli ultimi dieci anni di attività lavorativa; a partire dal primo gennaio 2018, e quindi per i requisiti maturati nel 2017, bisognerà dimostrare non di aver svolto per 7 anni, in dieci, mansioni pesanti, ma di aver svolto queste mansioni per almeno metà della vita lavorativa, un irrigidimento che taglierà fuori dall’uscita prima certamente un bel po’ di persone.

Accanto a questo irrigidimento, si sta lavorando al decreto per i lavoratori del comparto edile che, per quanto possa essere vantaggioso, è comunque pensato solo per una determinata categoria di persone e ancora una volta si tratta di una soluzione non per tutti e che, quindi, non va bene. Il decreto prevede l’uscita prima per i lavoratori del settore edilizio che sono sottoposti a continui sforzi e per i lavoratori che svolgono lavori in altezza, cui risulta difficile raggiungere gli attuali requisiti richiesti per l’uscita.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il