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Riforma pubblica amministrazione: rinnovo contratti, aumento stipendi dopo quattro comparti ufficiali decisi da Renzi-Madia

Via libera all’intesa su accorpamenti comparti della P.A.: da undici sono diventati 4. Quali sono e nuove richieste rinnovo contratti pubblici ancora bloccati




Via libera al nuovo accordo sui comparti della pubblica amministrazione: Aran e sindacati hanno infatti raggiunto l’intesa sull’aggregazione dei comparti passati da undici a quattro e che prevedono Funzioni centrali, Funzioni locali, Sanità e Istruzione e ricerca. Le operazioni di accorpamento hanno riguardato il primo settore che comprende ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, e l’ultimo settore che comprende prima scuola, università e ricerca e Afam che erano diverse. Resta invece distinta ancora la Presidenza del Consiglio. L’accorpamenti dei comparti ha chiaramente determinato anche la riduzione delle aree dirigenziali, diventate anch'esse quattro. Manterranno invece una propria specificità, in base al comprato di riferimento, le tipologie di contratti, chiaramente adeguate alle professioni svolte.

Passando invece alla rappresentatività sindacale nei nuovi comparti, si prevede una prima fase transitoria di nuova organizzazione ma resta confermata il limite del 5% di deleghe e voti. Per evitare che alcune sigle sindacali più piccole scompaiano per adeguamento a questa soglia, l’accordo prevede anche la possibilità di alleanza e fusioni, con altri sindacati. Soddisfatta il ministro Madia dell'intesa raggiunta che, a suo dire, rende più semplice e innovativo il sistema contrattuale per tutti i lavoratori pubblici. Chiuso, però, questo capitolo, ora i sindacati invocano l’impegno dell’esecutivo sul rinnovo contrattuale per cui tutto è ancora bloccato.

Non è stato fatto ancora nulla di concreto in merito, nonostante da mesi di continui a chiedere all’esecutivo una soluzione all’irrisorio aumento previsto dallo stanziamento del fondo di ‘appena’ 300 milioni di euro. I sindacati sono pertanto tornati a chiedere all’esecutivo di rinnovare i contratti pubblici ed anche in tempi molto brevi, aggiungendo ulteriori risorse economiche al fondo dei 300 milioni stanziato con la scorsa Manovra.

E la Uil ha ulteriormente rilanciato, dicendo che l'esecutivo non ha più alibi per continuare a rimandare i cambiamenti chiesti per i contratti pubblici, che devono, per obbligo di legge, essere rinnovati. I sindacati sono pronti a nuovi confronti e trattative, purchè però l'esecutivo dimostri di essere davvero intenzionato a chiudere la questione una volta per tutte ma rispondendo a richieste, esigenze e norme previste.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il