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Pensioni ultime notizie le testimonianze dei lavoratori che chiedono quota 100, mini pensioni, quota 41

Continua a crescere l’età pensionabile e continuano ad arrivare richieste di novità per le pensioni soprattutto da parte di determinati lavoratori: quali sono e condizioni attuali




Cresce l’età pensionabile in Italia, dal primo gennaio 2016 è salita di ulteriori 4 mesi, passando sai 66 ani e tre mesi ai 66 anni e sette mesi, e creando non pochi problemi sia a pensionandi che ai più giovani che rischiano di veder sempre più chiuse le porte di accesso al mondo del lavoro. E le ultime notizie confermano questa situazione negativa, motivo per il quale da mesi, se non da anni ormai, si chiedono novità volte a rivedere i requisiti di uscita dal lavoro, tra piani di quota 100, mini pensioni, quota 41. E si tratta di cambiamenti che diventano sempre più necessari considerando le difficoltà cui vanno incontro i lavoratori di ogni comparto proprio a causa dell’aumento dell’età pensionabile.

Pensioni novità per forze dell'ordine: Le forze dell’ordine italiane sono troppo vecchie: i giovani che oggi hanno meno di 30 anni sono pochissimi, a differenza del 2014 quando gli under 30 erano un terzo abbondante, circa il 34%, del totale e la quasi totalità, 75%, erano under 40. L'età media degli ufficiali tra le forze dell’ordine è di 53 anni, quella tra i sottufficiali di 46, aumento determinato dal blocco del turn over al 20 % ai tempi in cui era ministro dell’Interno Maroni: il principio era quello secondo il quale ogni 100 pensionamenti venivano assunti 20 nuovi giovani. E alcuni lavoratori del comparto lamentano, chiaramente, situazioni ingestibili: è, infatti, impensabile che personale alle soglie dei 60 anni sia costretto a lavorare in strada di pattugli, soggetto a turni e orari massacranti che, tra l’altro, non permettono di condurre una vita familiare normale ed equilibrata. Inoltre, come riportato da altre testimonianze, l'età media di accesso alla dirigenza è di circa 49 anni, con oltre vent’anni di servizio, requisiti che il 55% circa dei funzionari non riuscirà mai a raggiungere per l'esiguo numero di posti disponibili.

Pensioni novità infermieri e medici: Gli addetti del Servizio sanitario nazionale hanno mediamente 50 anni di età, troppi per aiutare, spostare i pazienti, sopportare lo stress provocato dalla gestione dei casi urgenti, magari a notte fonda. Medici e infermieri dovrebbero godere di buona salute e giovinezza per aiutare i pazienti nel migliore dei modi, eppure l’età media di coloro che lavorano in corsia continua a crescere, il turn over sembra bloccato e le assunzioni dei giovani sono sempre meno, portando così l’età di medici e infermieri ad essere sempre più alta e trovare pochissimi impiegati giovani. Basti pensare che nel 2012 infermieri e operatori sanitari tra i 40 e i 49 anni erano il 43%, il 4% in più del 2009; quelli di età compresa tra i 30 e i 39 anni erano invece il 20%, contro il 25% di tre anni prima e gli over 50 sono passati dal 25 al 29%. E’ chiaro come servano interventi che cambino radicalmente l’andamento delle cose, non soltanto per sostenere l’occupazione giovanile ma anche per assicurare ai pazienti le miglior cure possibili.

Pensioni novità lavoratori con invalidità: La situazione non è certo migliore per gli invalidi che non devono raggiungere il limite dei 66 anni e sette mesi imposto dalle attuali norme ma che comunque sono soggetti a condizioni rigide per l’uscita dal lavoro. Come riportato dalla testimonianza di un lavorare, se negli anni ’80 per andare in pensione bastavano 19 anni 6 mesi 1 giorno di contributi, ora nonostante abbia un’accertata invalidità al 20%, pur avendo raggiunto i 37 anni di contributi e 55 anni di età, è ancora costretto a lavorare, situazione che viene definita inaccettabile, come dovrebbe esserlo l’erogazione delle pensioni d’oro dei politici che dovrebbero essere cancellate. Ricordiamo che i requisiti per la pensione per gli invalidi prevedono il raggiungimento dei 60 anni e 7 mesi di età, che scendono a5 5 anni e 7 mesi per le donne, se l’invalidità non è inferiore all'80%; mentre i non vedenti possono andare in pensione a 55 anni e 7 mesi (50 anni e 7 mesi per le donne).

Pensioni novità per docenti: Quasi 51 anni è l’età media di lavoro dei docenti, considerati i più vecchi del mondo. Secondo gli ultimi dati Ocse, il 57% delle maestre degli istituti primari ha più di 50 anni e 13 su cento più di 60, contro i dati francesi dove le maestre over 50 sono il 25% e solo una su cento è over 60; in Finlandia, addirittura, le maestre con oltre 60 anni sono solo il 4%. Considerando l’andamento delle cose in Italia, dove l’età pensionabile secondo le attuali norme continuerà solo a crescere portando le maestre verso i 70 anni, è difficile che la situazione cambi a meno di modifiche che finalmente cambino i requisiti pensionistici per tutti. E si tratterebbe di interventi leciti considerando che la professione di insegnanti, di qualsiasi ordine e grado, non è certo semplice. Diverse testimonianze dirette di docenti hanno riportato infatti difficoltà nella gestione e nella formazione di ragazzi che non sono più quelli di una volta, sempre timorosi delle regole e votati all’obbedienza, situazione ormai innegabile visti anche i ripetuti episodi di bullismo che si continuano a sentire. Spesso, infatti, di fronte a gesti folli insegnanti più avanti con l'età non riuscirebbero o non riescono a reagire; e c'è inoltre una componente di stress da non trascurare in un lavoro che mette di fronte ogni giorno persone e problematiche diverse da affrontare e che alla lunga potrebbe logorare l'insegnante stesso.
 
Pensioni novità pensioni minime: Insieme al fattore età che continua a salire c’è da considerare un altro aspetto negativo per quanto riguarda le pensioni italiane, vale a dire l’importo decisamente basso degli assegni medi percepiti dagli italiani. Secondo gli ultimi dati resi noti dall’Istituto di Previdenza, infatti, in Italia ci sarebbero ben 18 milioni di persone che percepiscono circa 750 euro al mese. Una cifra che, come testimoniato da diversi pensionati, non contribuisce a rendere certo dignitosa la vita quotidiana di oggi di una persona che ha fatto altro che lavorare per una vita intera. E' per esempio il caso di un pensionato di Trapani che dopo 20 anni da carpentiere, 15 come marmista e 35 anni di contributi, percepisce 750 euro al mese che non gli consentono di vivere adeguatamente, insieme a sua moglie, disoccupata, e un figlio, sposato, con un mutuo da pagare ma rimasto senza lavoro, che cerca di aiutare come può, come tutti i genitori farebbero con i propri figli. E il pensionato denuncia proprio la situazione di inadeguatezza di quanto percepito e la necessità di novità per le pensioni soprattutto per i giovani, perchè spesso al Sud i genitori devono sostenere e aiutare i figli, anche se non più piccoli e a casa, proprio perchè non c'è lavoro. E si tratta di una situazione che mette in difficoltà non solo i più giovani che si ritrovano con le spalle al muro, ma anche i grandi genitori che devono provvedere a loro stessi e ai propri figli ma con risorse minime e non adeguate. Sarebbe, dunque, preferibile che l'esecutivo finalmente desse una svolta a questa situazione di stallo del turn over procedendo, perchè no, anche ad aumentare le pensioni minime per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il