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Enel ha promesso di vendere Endesa Italia ai tedeschi di E.On.

Rimane ancora alta la tensione sugli asset italiani di Endesa. Nei prossimi giorni è previsto un altro incontro fra Asm e Enel sull’argomento

Tratto da http://www.finanzablog.it

Rimane ancora alta la tensione sugli asset italiani di Endesa. Nei prossimi giorni è previsto un altro incontro fra Asm e Enel sull’argomento. Enel ha infatti già promesso Endesa Italia ai tedeschi di E.On dopo avergli soffiato sotto il naso la capogruppo spagnola. Il problema però è che Endesa Italia è per l’80% di Endesa e per il rimanente 20% di Asm, la multiutility bresciana convolata a nozze con i milanesi di Aem. Ora è previsto già che E.On ed Asm si dividano gli asset interessanti in Italia e procedano poi ognuno per conto proprio. La conciliazione però delle due società non è semplice anche perché diversi asset di Endesa Italia piacciono a entrambe.

Per esempio la centrale idroelettrica di Terni è sicuramente una preda ambita, ma sarebbero interessanti anche quella a carbone di Fiume Santo (Porto Torres, Sassari) e quella turbogas di Trapani. La cosa sarebbe già complicata da risolvere nel caso in cui semplicemente E.On acquistasse l’80% di Endesa Italia da Enel, ma in questo caso c’è anche un diritto di prelazione che Asm può esercitare su tutta la quota di Endesa in caso di cessione a terzi. Si tratta di una clausola già contestata a distanza dai tedeschi secondo i quali sarebbe già scaduta.

Asm però ha diramato un comunicato che afferma che la clausola è ancora in vigore, anche perché fa parte dello statuto della società. Per tirare ancora un po’ la coperta dalla sua parte Asm sottolinea anche che nel comunicato sull’accordo Enel-E.On si parla di asset di Endesa Italia per 5.000 MW di potenza installata. La società però dichiara una capacità di generazione da 7.000 MW e quindi è possibile che Asm usi anche questo dettaglio per reclamare condizioni più favorevoli.

Insomma i due concorrenti affilano le armi. Nel mezzo Enel, che d’altra parte non vede l’ora di incassare quei 10 miliardi di euro circa che E.On le verserà per asset pregevoli come quelli italiani, ma anche come quelli francesi. Un prezzo per questa pace Enel quindi l’ha dovuto pagare. La Turchia e la Polonia sono altri esempi, non la Grecia dove a breve insieme alla greca Mitylineos Enel guiderà asset per 1,2 miliardi di euro e avrà una quota nel mercato della generazione del 16 per cento.

D’altra parte il peso di queste conquiste sicuramente imporrà una pausa al gruppo guidato da Fulvio Conti dal momento che l’incertezza dei mercati finanziari di questo periodo potrebbe dissuadere il gruppo da nuove emissioni obbligazionarie per il timore di un rialzo dei tassi. D’altra parte 35 miliardi di debito il gruppo li ha già definiti, ora viene il momento della stabilità e degli incassi. Come a dire fra i due litiganti Enel gode.




Fonte: http://www.finanzablog.it
pubblicato il 09/08/2007 alle ore 15:15:38