BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie su pensioni anticipate, quota 41, quota 100 le novità su queste reali Governo Renzi e vere intenzioni

Le ultime posizioni del premier su eventuali novità pensioni al vaglio dell’esecutivo: cosa prevedono e quando potrebbero arrivare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:20): Tutto sembra di nuovo essere riportato indietro e, anzi, alcuni dei viceministri o dei più suoi stretti collaboratori anche di recente nomina hanno parlato di due anni per fare qualcosa sulle novità per le pensioni, dividendosi anche sul da farsi ovvero se metodi per uscire prima come quota 100, quota 41 o mini pensioni nelle loro diverse variabili o l'aumento pensioni più basse. E non ci sarebbe nulla da meravigliarsi, perchè i due anni sono indicati nel cronoprogramma stesso del Governo Renzi come dimostra anche l'unico vero atto fatto per le novità per le pensioni ovvero il Fondo Indigenza.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9,06): Già solo qualche decina di giorni fa, si era parlato delle novità sulle pensioni da Barbara D'urso, ma i riferimenti a quota 100 e a metodi per uscire prima così come per alzare le pensioni più basse sono stati continui anche dai più stretti collaboratori. Si è sempre contraddistinto il Premier con dei condizionali, ma mostrando sempre grande fiducia sul poter fare qualcosa. Al momento, invece, dopo le nuove affermazioni si è visto, probabilmente, per la prima volta in un modo così netto e chiaro, smentito sia dai suoi stessi collaboratori più vicini che dai Dicasteri che dalla stessa sua maggioranza.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:57): Non è la prima volta che il Governo Renzi, anche attraverso il suo massimo esponenente, ha parlato delle novità sulle pensioni toccando le varie sfaccettature che abbiamo visto nelle ultime notizie e ultimissime. Sono, quindi, affermazioni da prendere con le pinze visto che come detto altre volte sono state affermate, ma poi non si è mai avuto un seguito. E anche questa volta, nonostante non sia passato nemmeno un giorno i dubbi, sono già tanti.

Si torna a parlare di novità per le pensioni probabilmente all’orizzonte e le ultime notizie sono tutte concentrate sulle ultime affermazioni del premier che direttamente su Facebook e Twitter ha aperto a novità, come era prevedibile, probabilmente a causa degli ultimi sondaggi che, in vista delle prossime elezioni amministrative, non preannunciano nulla di buono. Dalle parole postate si capisce che ci sarebbe l’intenzione da parte dell’esecutivo di aumentare le pensioni più basse ma permettere anche una revisione dei requisiti di accesso alla pensione finale, rendendoli più ‘morbidi’ recuperando risorse dal ricalcolo degli assegni, in modo da finanziare sistemi di uscita prima come mini pensione, quota 100 o la tanto richiesta quota 41.

Non è la prima volta che il premier parla di queste intenzioni di lavoro sulle novità per le pensioni, né la prima volta che ne parla su Facebook, né tanto meno la prima volta che punta l’attenzione sulla necessità di aumentare il valore delle pensioni più basse, soprattutto alla luce degli ultimi dati forniti dall’Istituto di Previdenza sui valori degli assegni erogati ai pensionati italiani. Già in altre occasioni aveva parlato di questo tema, come accaduto nel corso di un’intervista con Barbara D’Urso, in cui aveva dichiarato di voler aumentare gli assegni più bassi, ma che probabilmente la misura sarebbe stata difficile da attuare nel breve periodo a causa della mancanza di soldi. Nella stessa occasione, il premier aveva anche fatto riferimento all’ipotesi di uscita prima per potersi dedicare alla cura dei nipoti.

Chiare parole che allora, come anche le ultime notizie confermano, l’attenzione è puntata anche sull’urgenza di sostenere le uscite prima. Forse le cose potrebbero ora cambiare davvero: a causa degli scontri interni alla maggioranza, dei nodi ancora da sciogliere e delle delusioni create finora, è necessario che il governo Renzi corra ai ripari in vista delle prossime elezioni e il miglior modo per riconquistare fiducia ed elettori è proprio puntare sulle novità per le pensioni che, se annunciate, però, dovranno necessariamente essere poi messe in atto, altrimenti si rischia la totale perdita di credibilità e la conseguente disfatta dell’esecutivo stesso.

E proprio per arrivare all’approvazione di novità come quota 100 o altri metodi di uscita prima, che verrebbero comunque considerati e valutati in base a costi che implicherebbero e soldi a disposizione, è stato nuovamente tirato in ballo il ricalcolo degli assegni, misura che ha sempre trovato quasi tutti d’accordo, a partire dallo stesso presidente dell’Istituto di Previdenza che è stato il primo a volerlo, non per niente il suo piano pensioni è stato presentato d’accordo con l’esecutivo e ciò significa che il premier sostiene le misure messe a punto dal presidente dell’Istituto, sostegno dimostrato anche dall’inserimento della squadra dell’esecutivo di Nannicini, amico e collega del presidente dell’Istituto di Previdenza, d’accordo anch’egli sul piano di ricalcolo degli assegni per sostenere l’approvazione di piani di uscita prima, a partire da quello che prevede l’età di uscita a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi.

Il problema dell’attuazione del ricalcolo degli assegni resta ancora quello di definizione eventuale di modalità di applicazione di tale ricalcolo, vale a dire chi dovrebbe coinvolgere e quanto dovrebbe valere. E a questo ricalcolo si aggiungerebbero quei cambiamenti negativi, sostenuti anche dal commissario per la revisione della spesa pubblica Gutgeld, e prima ancora dal suo predecessore Cottarelli, come tagli a detrazioni e agevolazioni fiscali alle famiglie, revisioni di pensioni di invalidità, guerra, disabilità, che servirebbero per recuperare ulteriori soldi da destinare ad eventuali novità per le pensioni successive. Nonostante si tratti di tagli necessari anche per ridare equità al sistema previdenziale in generale, comunque sarebbero provvedimenti negativi che al momento non si potrebbero attuare proprio perché si avvicinano le elezioni e tagli e ricalcoli di assegni non gioverebbero all’entusiasmo degli elettori. Quando, dunque, si inizierà davvero a pianificare cambiamenti e novità concrete per le pensioni, indipendentemente dai fini politici?

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il