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Spesometro 2016 proroga Agenzia Entrate richieste nuove mentre quasi sicura ufficiale 730 2016 precompilato

Continua la richiesta di proroga dello spesometro 2016, ma ci sono novità anche in relazione al 730 2016 precompilato.




Tempo di richieste di proroghe per lo spesometro 2016 e di proroghe quasi certe per il 730 precompilato 2016. Ma andiamo con ordine. Nel primo caso ci sono due scadenze nel solo mese di aprile. La prima è quella dell'11 aprile per i contribuenti che liquidano l'Iva a cadenza mensile. La seconda è quella del 20 aprile per chi la liquida trimestralmente. Più in là, il 2 maggio, c'è l'ultimo giorno utile a cui devono attenersi per gli operatori finanziari che devono comunicare gli acquisti superiori a 3.600 euro pagati con bancomat o carte di credito. In questo momento è in corso il confronto con l'Agenzia delle entrate per la concessione di qualche giorno supplementare.

Diverso è il caso del 730 precompilato 2016. In questo caso è in discussione la data del 7 luglio, quella adesso in vigore per la trasmissione del modello, scaricabile già dal 15 aprile. Non solo si punta a ottenere lo spostamento al 23 luglio, rispetto a cui c'è già il via libera della commissione Finanze della Camera dei deputati, ma entro fine mese potrebbe già arrivare il decreto di Palazzo Chigi. Un'altra scadenza da tenere a mente è quella del 2 maggio. Solo da questa giornata i contribuenti, i commercialisti i Caf potranno mettere mano sulle dichiarazioni 730 precompilate per modificarle, integrarle e correggerle prima dell'invio all'Agenzia delle entrate.

Stando alle norme in vigore sul cosiddetto spesometro, l'obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le sole operazioni per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto.

Di conseguenza, per le operazioni per le quali viene rilasciata fattura occorre comunicare per ciascun cliente e fornitore tutte le operazioni effettuate, indipendentemente dall'importo. Per quelle per le quali non viene emessa fattura, le cosiddette operazioni business to consumer, al contrario, rimane ferma la comunicazione delle singole operazioni di importo non inferiore a 3.600 euro al lordo dell'Iva. Allo scopo di semplificare gli adempimenti richiesti, le informazioni da comunicare, oltre al codice fiscale, sono quelle indispensabili per l'individuazione dei soggetti e delle operazioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il