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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41 più utili seppur più difficili da far passare di aumento pensioni

I vantaggi dei metodi di uscita prima e le altre novità per le pensioni in discussione: quali prospettive di approvazione e convenienze




Passa ancora il tempo e ci si perde nelle discussioni su novità per le pensioni che potrebbero essere ancora rimandate. Le ultime notizie infatti continuano a non essere positive, nonostante si susseguano annunci e proposte di cambiamento che sembrano essere sempre più vicini. Il problema, però, è che quell’ostacolo economico che ha bloccato ogni novità finora persiste ed è poi lo stesso motivo che ha portato alla definizione e all’entrata in vigore delle stesse norme attuali, che continuano, infatti, come spiegato da alcuni tecnici del Tesoro, ad essere le uniche che riescono a garantire sostenibilità economica al nostro Paese.

Ma cambiare le pensioni sta diventando un’urgenza sempre più conclamata: quali potrebbero essere dunque le novità per le pensioni capaci di migliorare sistema previdenziale e vita dei cittadini? Quali le priorità? Diverse le risposte: i piani di uscita prima di cui tanto si parla da mesi, da quota 100 a mini pensione, a quota 41, sarebbero decisamente utili e particolarmente importanti perché come più volte spiegato, attraverso turn over e ricambio generazionale sarebbero in grado di rilanciare produttività e competitività, portando, di conseguenza, ad una nuova spinta per economica e consumi.

Permettendo, infatti, ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, si libererebbero nuovi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani, innescando un nuovo ciclo economico cruciale e voluto da tutti, Europa compresa. Eppure è la stessa Europa che blocca queste novità per le pensioni, con un occhio ai conti pubblici, sotto particolare osservazione, non vedendo però i vantaggi che ne deriverebbero. Al momento, dunque, è difficile che questi metodi possano essere approvati e, come si evince dalle ultime notizie, è chiaro che servirà ancora un po’ di tempo prima che qualcosa in tal senso possa cambiare. E’ necessario, infatti, avere certezze economiche su cui appoggiarsi prima di dare il via ai prepensionamenti, certezze che ad oggi ancora non ci sono.

Diverso, invece, il caso dell'aumento delle pensioni più basse, ipotesi che circola nuovamente da qualche giorno, accolta con entusiasmo da alcuni, con particolare critica da altri, che potrebbe sostenere una determinata fascia di persone da un punto di vista sociale, ma che non aiuterebbe l'economia. E, considerando i vantaggi dei metodi di uscita prima e i dubbi sull’aumento delle pensioni più basse, potrebbe essere più vantaggioso approvare l’assegno universale, del valore di 500 euro, come proposto dal M5S, che darebbe sicurezza sociale e contribuirebbe anch’esso a dare nuova spinta a consumi ed economia.

Non a caso il ministro dell’Economia, da sempre contrario ad ogni novità per le pensioni, appoggia l’introduzione dell’assegno universale, ma come proposto anche dalla presidente della Camera Boldrini, vorrebbe strutturarlo a livello europeo. In generale, però sia aumento delle pensioni più basse sia assegno universale, pur essendo importanti ai fini del sostegno sociale per chi si ritrova in grosse difficoltà, non sarebbero interventi utili così come l’approvazione dei metodi di uscita prima.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il