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Pensioni ultime notizie su detrazioni riordino, quota 100, quota 41, mini pensioni e novità Padoan, Boeri, Nannicini, Gutgeld

Il riordino di agevolazioni e spesa previdenziale rappresenterebbe un primo importante passo per intervenire sulle novità pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:22) Sul riordino delle detrazioni e delle agevolazioni è tornato a parlare nelle ultime e ultimissime notizie odierne Gutgeld che ha spiegato che vi saranno e sono confermate comprese le novità per le pensioni (alcune tipologie), ma ha escluso al momento quella sulle pensioni per vedove e sopravissuti che è rimasta nel Def e nel Fondo Indigenza prima per errore

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:51: Si parla tanto di detrazioni di riordino e di annullamento ma quali sarebbero effettivamente? In primo luogo è giusto precisare che vi sono delle norme attualmente in vigore sbagliate come ha spiegato anche Boeri, il quale ha fatto l'esempio di alcune norme che consentono di ricevere 200 milioni di euro a famiglie non bisognose, ma non per frodi, ma per errori all'interno delle stesse. Poi, le detrazioni sia aziendali che familiari sono troppo, si è sempre detto di diminuirle ma una serie di Enti nelle ultime notizie e ultimissime ha indicato che sono aumentate e danno pochi soldi, male e a pioggia. L'idea è fare poche detrazioni e agevolazioni, ma al meglio. Per le novità sulle pensioni, sicuramente c'è da rivedere quelle sul cumulo, delle vedove e dei superstititi, dei disabili oltre alle tabnte categorie ancora attualmente privilegiate.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:40): Tra l'altro queste posizioni sono condivise anche non solo dagli esponenti che abbiamo citato, ma anche da chi si è impegnato e ha avuto un ruolo nella revisione della spesa come Cottarrelli e una buona parte degli esperti come il professor Brambilla e non solo. Se non si opera con un riordino delle detrazioni è difficile poter operare su quota 100, mini pensioni, quota 41. Non che vi sia un nesso fondamentale in quanto i fondi ci sarebbero comunque (basta ricordare tutti gli sprechi che abbiamo ultimamente segnalato), ma è l'occasione propizia per bilanciare novità positive e negative e farle accettare meglio.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 8:40): Il riordino delle detrazioni è già partito con il Fondo Indigenza che ha come obiettivo la divisione fra assistenza e previdenza e rivedere una serie di tipologie di pensioni e agevolazioni. Da queste, poi, vi dovrebbero essere i fondi per la novità per le pensioni per uscire prima come quota 100 o mini pensioni in primis (senza dimenticare quota 41) anche se non è certamente detto e le ultime notizie e ultimissime non lo confermano ancora, mentre la prima parte è al centro al momento dell'attenzione

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:45): E' prioritario e urgente rivedere le agevolazioni e le detrazioni come confermato da una serie di affermazioni, ma anche di atti delle ultime notizie e ultimimissime per permettere il rilancio delle novità per le pensioni. come quota 100, quota 41 o mini pensioni. L'importante è che siano fatti in contemporanea o si dica chiaramente perchè servono altrimenti il rischio di ennesime ingiustizie o, comunque, polemiche e tensioni è molto forte.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:33): Il riordino delle agevolazioni e detrazioni è stato indicato più volte come priorità della maggioranza e ancora nelle ultime notizie e ultimissime si è sottolineata l'importanza da vari esperti, rappresentanti delle varie forze e autorità nell'ambito stesso delle novità per le pensioni. E si sono aggiunte e delineate anche delle ulteriori parti da migliorare

Prima di pensare a quali novità introdurre è evidente come sia basilare trovare il modo di razionalizzare la spesa attraverso una chiara distinzione tra costi per pensioni e costi per assistenza così come riordinare le tante agevolazioni. Molto semplice a dirsi, ma evidentemente molto difficile a procedere con i fatti. Se ne parla da anni e uno dopo l'altro tutti i commissari per la spending review, tra cui Yoram Gutgeld, hanno suggerito di percorrere questa strada. Allo stato, però, tutti gli appelli sono rimasti inevasi. Ad allungare la lista di chi chiede un ordine maggiore, anche per capire con più precisione e meno sprechi come intervenire sulle novità pensioni, ci sono anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini.

Perfino la Banca d'Italia invoca un riordino così da disporre di uno strumento universale. Tra i più convinti sostenitori della necessità di fare chiarezza è lo stesso presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, Tito Boeri, secondo cui fare chiarezza rappresenterebbe il preludio per l'introduzione di una rete di assistenza di base che passi dall'assegno universale. Al di sopra dei 55 anni, è il suo ragionamento, è molto difficile trovare un impiego alternativo e dunque avverte la necessità di un'amministrazione che imponga forme di attivazione ai beneficiari nel contesto delle novità pensioni. Al tempo stesso è proprio per via della lunga durata della disoccupazione fra gli over 55 rispetto alle altre fasce di età, e dell'allontanamento dell'età della pensione di vecchiaia che la povertà è aumentata in maniera considerevole.

E poi ci sono i numeri, dai quali è impossibile scappare, a raccontare come ci sia qualcosa che non va. L'età media di chi è andato in pensione nel 2015 è pari a 62,7 anni. Nel dettaglio, l'età media della pensione di vecchiaia è arrivata a 65,4 anni e quella per l'anzianità a 60,6 anni. Ammontano invece a 37,2 le prestazioni assistenziali ogni mille abitanti nel Nord. Il tasso di diffusione sale al 50,8 per mille nelle regioni del Centro e al 64,1 in quelle del Sud. Del 50%, infine, è l'incremento del numero delle pensioni d'invalidità in 13 anni. Erano quasi 2 milioni nel 2004 sono quasi 3 milioni nel 2016, per una spesa di 15,3 miliardi di euro.

I soli sforzi sono per ora concentrati nella delega relative all'elaborazione di norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali nell'ambito delle novità pensioni. Allo studio, con tempi indefiniti, c'è l'introduzione di una misura nazionale per il contrasto della povertà, da considerare livello essenziale delle prestazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il