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Rinnovo stipendi e contratti statali, dipendenti pubblici con aumento riforma pubblica amministrazione: novitÓ settimana

Questa Ŕ stata la settimana dell'accordo su riduzione a quatto dei comparti della pubblica amministrazione. Ora si pensa ai contratti.




Questa è stata la settimana dell'accordo sulla semplificazione negli accordi sindacali, dell'autonomia per Palazzo Chigi, della riduzione del numeri dei comparti da 4 a 11. I sindacati: adesso il governo non ha più alibi, ora il rinnovo. Prima erano agenzie fiscali, aziende, ministeri, enti pubblici non economici, presidenza del Consiglio dei ministri, ricerca, università, regioni e autonomie locali, sanità, scuola, accademie e conservatori. Saranno funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, Enac, Cnel), funzioni locali (regioni-autonomie locali), istruzione e ricerca, sanità, presidenza del Consiglio.

Adesso le attenzioni si spostano naturalmente sul rinnovo del contratto degli statali, ma le premesse non sono incoraggianti. L'esecutivo non si muove dallo stanziamento di 300 milioni di euro complessivi, ma secondo la Cgil occorre un rinnovo adeguato dei contratti fermi da sette anni. Per la Uil non ci sono più alibi e invocano un contratto pieno e soddisfacente per i lavoratori, anche se sono troppe le incognite sia sul piano economico sia su quello normativo. La Cisl ricorda la semplificazione del meccanismo della rappresentanza senza penalizzare le organizzazioni rappresentative che avevano partecipato alle ultime elezioni delle Rsu e ora si attende l'apertura del confronto sui nuovi contratti.

Stando poi al pacchetto del Programma nazionale di riforma, si punta a spostare il baricentro della contrattazione verso i luoghi di lavoro, con una generalizzata possibilità per gli accordi aziendali di derogare al Ccnl. L'obiettivo dell'esecutivo è valorizzare il secondo livello di negoziazione per spingere così verso una maggiore produttività. Va implementata l'alternanza scuola-lavoro: quest'anno, grazie alla riforma Renzi-Giannini e al Jobs act, è divenuta curriculare negli ultimi tre anni delle scuole superiori. Si è partiti con le classi terze, coinvolgendo oltre 500.000 studenti; nel triennio si dovrà raggiungere quota 1,5 milioni di ragazzi coinvolti in formazione on the job.

C'è il richiamo all'operatività dell'Anpal per dare impulso ai servizi per il lavoro, legata alla costruzione del sistema informatico che servirà per la profilazione, necessaria per la ricollocazione di chi ha perso un lavoro, e per l'offerta di una occasione lavorativa congrua. Si annuncia anche una Fase 2 per migliorare Garanzia giovani. Il governo si è impegnato in più occasioni a ridurre in modo strutturale il costo del lavoro stabile. Alla fine del 2017 scadono gli incentivi per finanziare la decontribuzione delle assunzioni con il contratto a tempo indeterminato e il Def potrebbe indicare cosa accadrà a partire dal 2018. In agenda anche il decollo della nuova Agenzia nazionale per le politiche attive prevista dal Jobs act che doveva partire a gennaio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il