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Canone Rai 2016: autocertificazione, esenzioni, nuove regole ufficiali spiegazioni e chiarimenti. Novità settimana

Rilasciati i modelli da compilare per non pagare il canone Rai 2016 in bolletta e per chiedere il rimborso di quanto indebitamente versato.




Già disponibile, con tanto di ulteriori precisazioni da parte dell'Agenzia delle entrate, il modello da compilare per non pagare il canone Rai 2016 in bolletta. Non solo non occorre versare l'imposta nel caso di mancato possesso del televisore, ma tra prima e seconda casa e intestatari della bolletta della luce differenti dal proprietario dell'abitazione, il rischio di essere chiamati indebitamente alla cassa è molto alto.

Tra le novità della settima si segnala anche il rilascio del modulo da trasmettere all'Agenzia delle entrate per chiedere il rimborso del canone Rai 2016. Come precisato, i dati possono essere comunicati ad altri soggetti pubblici in presenza di una norma di legge o di regolamento ovvero previa comunicazione al garante della privacy. Possono anche essere inviati a privati o enti pubblici economici se previsto da una norma di legge o di regolamento.

I requisiti per accedere al beneficio sono aver compiuto 75 anni di età entro il termine per il pagamento del canone Rai; non convivere con altri soggetti, diversi dal coniuge, titolari di un reddito proprio; possedere un reddito che, unitamente a quello del proprio coniuge, non sia superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità. Ai fini del calcolo del reddito utile per fruire del beneficio, occorre effettuare la somma del reddito imputabile al soggetto interessato all'agevolazione e del reddito imputabile al coniuge dello stesso. Vanno conteggiati i redditi riferiti all'anno precedente a quello per il quale si intende fruire dell'agevolazione.

Il reddito è il risultato della somma dell'imponibile risultante dalla dichiarazione dei redditi presentata per l'anno precedente. Per coloro che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione, si assume a riferimento il reddito indicato nel modello Cud; dei redditi soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta a titolo di imposta, come gli interessi maturati su depositi bancari, postali, Bot, Cct e altri titoli di Stato, nonché i proventi di quote di investimenti; delle retribuzioni corrisposte da enti o organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica; dei redditi di fonte estera non tassati in Italia.

Sono esclusi dal calcolo i redditi esenti da Irpef, i trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni, il reddito della casa di abitazione principale e relative pertinenze, i redditi soggetti a tassazione separata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il