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Indulto e amnistia: novità della settimana

Sono tante le ragioni per cui le questioni di amnistia e indulto sono sempre al centro dell'attenzione della giustizia.




Continuano a essere presenti nei lavori parlamentari le questioni di amnistia e indulto, anche se manca l'affondo decisivo per la loro approvazione ovvero per l'unificazione dei disegni di legge. Manca evidentemente una unanime volontà politica a intervenire in tempi brevi, tuttavia non è previsto il loro accantonamento, segno che qualcosa potrebbe succedere. Stando ai proponenti, chi ha a cuore il problema della sicurezza sociale sa che la soluzione non sta quindi nella politica propagandistica sulla certezza della pena, intesa banalmente come lo sbattere in cella e buttare via la chiave, ma in quella volta ad aumentare la probabilità che chi ha commesso un delitto sia individuato e ne risponda in un'aula di giustizia.

Per tutti loro è il processo, non l'entità o la durata della pena, il vero deterrente contro la criminalità. A loro dire, chi si oppone all'amnistia e all'indulto dimentica che in molti casi è il carcere stesso a portare alla commissione di nuovi reati. I dati dicono che mentre la percentuale della recidiva è del 75% nei casi di detenuti che scontano per intero la condanna in carcere, questa si abbassa drasticamente al 27% nel caso di tossicodipendenti condannati che scontano la condanna o una parte di essa in affidamento ai servizi sociali e al 12% nel caso di non tossicodipendenti affidati ai servizi sociali.

L'amnistia e l'indulto non sarebbero dunque contraddittori con l'attenzione ai problemi della sicurezza. Investire sul recupero e sulla prevenzione viene considerato la vera politica per la sicurezza, una politica meno costosa socialmente, umanamente ed economicamente. Tenere una persona in carcere costa 63.875 euro l'anno, in gran parte per la struttura, mentre per il vitto di ogni recluso si spendono mediamente solo 1,58 euro al giorno.

Non solo amnistia e indulto, si ragiona anche sulla modifica delle norme relative alla prescrizione dei reati. Anche in questo caso è stato già presentato uno specifico disegno di legge. Cosa prevede? Per i reati previsti dall'articolo 392, comma 1-bis, del codice di procedura penale, se commessi nei confronti di minore, il termine della prescrizione decorre dal compimento del diciottesimo anno di età della persona offesa, salvo che l'azione penale sia stata esercitata precedentemente. In quest'ultimo caso il termine di prescrizione decorre dall'acquisizione della notizia di reato. E ancora: l'interruzione della prescrizione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato. La sospensione della prescrizione ha effetto limitatamente agli imputati nei cui confronti si sta procedendo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il