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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, ricongiunzioni, quota 41, quota 100 novità affermazioni Baretta, Nannicini, Zanetti

Piani di cambiamento e novità per le pensioni sostenute da Nannicini, Poletti, Zanetti, Baretta: ultime affermazioni e posizioni su eventuali modifiche da attuare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:33) )Tutti i protagonisti di cui abbiamo deciso di raccogliere le ultime novità a livello di affermazioni sembrano per la prima volta delineare un percorso per le novità per le pensioni ben preciso, senza divergenze tra loro soprattutto a livello di tempistiche, mentre sui metodi ci sono delle preferenze, ma alla fine tutti potrebbero rientrare nel quota 100 con penalità e ricongiunzioni non a pagamento e semplificate

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:27): Come sempre tante sono le affermazioni e le indicazioni sul tema delle pensioni riportati nelle ultime notizie e ultimissime da esperti, esponenti delle diverse forze questa volta anche da rappresentanti degli enti e Ministeri ad alti livelli. E su queste ci siamo soffermati con una prima analisi sotto che continueramo dopo e ne aggiungeremo ulteriori di altri attori che si dedicano alle novità sulle pensioni.

Tecnici dell’Occupazione e dell’Economia sono tornati a parlare di novità per le pensioni e possibilità di eventuali realizzazioni che, come lasciano intendere le ultime notizie sull’andamento dell’economia del nostro Paese, probabilmente saranno rimandate ancora per un po’. E non si può certo dire che si tratti di una novità o una notizia inaspettata, considerando che da tempo stessi esponenti dell’esecutivo stanno spiegando che non sono sul tavolo dell’esecutivo cambiamenti pensionistici che ancora non rappresentano una priorità. Probabilmente tutto sarà rimandato ai prossimi mesi, forse alla prossima Manovra e allora bisognerà anche capire quando saranno in vigore ufficialmente eventuali novità approvate, perché se si procederà con decreti attuativi partiranno dal 2017, mentre lavorando con una legge delega, sarebbero rimandate al 2018.

Tempi, modalità e piani sono ancora incerte e vaghe, di certe al momento ci sono solo alcune posizioni di diversi esponenti politici, orientati su diverse novità per le pensioni, tra piani di quota 100, 41, mini pensioni, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi, e questione ricongiunzioni. Mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Nannicini sostiene piani come quota 100 o quota 41 uscita a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi con elevate penalizzazioni, ma anche l’urgenza di intervenire sulla questione ricongiunzioni, e in questi ultimi giorni ha lasciato intendere che si dovrà probabilmente aspettare ancora fino al 2018 per vedere concrete novità per le pensioni, fermo restando l’intenzione dell’esecutivo di cambiare l’attuale legge, anche il ministro del Lavoro Poletti ha posto la questione soldi.

Non è però la prima volta che lo fa: proprio per evitare che eventuali novità per le pensioni possano avere impatto sui conti pubblici, Poletti qualche tempo fa ha rilanciato la mini pensione, a costo zero perché sarebbe totalmente a carico del lavoratore, permettendo ad esso stesso di andare in pensione qualche anno prima rispetto ai 66 fissati oggi, ma si tratta di un piano che più che una vera e propria novità per le pensioni è stata vista da tanti come l’ennesima misura sociale, considerando che così come da Poletti modulata dovrebbe essere destinata solo a chi resta senza lavoro. Per ogni altro intervento, il responsabile del Dicastero dell’Occupazione ha chiaramente detto che sarebbe meglio aspettare condizioni economiche ideali per l’attuazione di soluzioni universali e organiche che non implichino ulteriori problemi ed errori.

Anche per il viceministro dell’Economia Zanetti bisognerebbe attendere tempi migliori per attuare novità per le pensioni: durante i suoi ultimi interventi ha inoltre precisato che la priorità per l’esecutivo è quella innanzitutto di pensare a chi non ha un lavoro e non ha una pensione; quindi, successivamente, concentrarsi su piani di revisione dei requisiti di uscita dal lavoro, con particolare attenzione a categorie di lavoratori come chi svolge mansioni pesanti o chi ha iniziato a lavorare prestissimo, ribadendo, infine, anche la volontà di cancellare i vitalizi d’oro dei politici.

A favore di novità per le pensioni da sempre, primo firmatario del piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8%, il sottosegretario all’Economia Baretta sembra aver fatto ultimamente un passo indietro, motivando anche lui la mancanza di soldi necessari come ostacolo all’immediata realizzazione di novità per le pensioni. Allo stesso tempo è tornato a proporre un ennesimo metodo di uscita prima, che sarebbe la mini pensione con staffetta, per una graduale riduzione della pensione finale che coinvolgerebbe anche l’impresa, per un anticipo sulla pensione finale in cambio dell’uscita prima del lavoratore più anziano, e che, dunque, attraverso i prepensionamento potrebbe dar vita al turn over.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il