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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 elementi peggiorativi sicuri pianificati per rilanciare primi

Le novitÓ pensioni potrebbero passare dalla razionalizzazione e della revisione della spesa pubblica previdenziale italiana.




Inutile credere all'introduzione di novità pensioni se prima non si farà chiarezza sulla separazione tra spesa per assistenza e spesa per previdenza da una parte e da un riordino delle agevolazioni dall'altra. Devono pensarla così a Palazzo Chigi, considerando la lentezza con cui stanno procedendo in materia previdenziale. Va da sé che una scelta di questo tipo viene giustificata dall'assenza di coperture economiche. Secondo il ministro dell'Economia se si fanno i confronti con le previsioni di sei mesi fa il discorso lo si deve fare per tutti. In buona sostanza la situazione italiana con tanto di blocco delle novità pensioni va inquadrata nel contesto internazionale di incertezza.

Da qui la scelta dell'esecutivo di confermare la sua strategia di politica economica orientata alla crescita in un quadro di consolidamento dei saldi di bilancio, ma di gradualità sul fronte delle novità pensioni. Di conseguenza, senza una razionalizzazione delle spese e delle agevolazioni nel contesto di una politica di taglio della spesa pubblica, i cambiamenti nel sistema previdenziale italiano continueranno a rimanere un miraggio. Qualcosa in questo senso si sta già muovendo con la delega del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali recante norme relative al contrasto dell'indigenza, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali.

Si tratta in buona sostanza di creare uno strumento unico da cui non solo non derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ma portino a risparmi nella spesa pubblica. Nel contesto più ampio delle novità pensioni rientra dunque la razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, nonché altre di quelle anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi, inclusi gli interventi rivolti a beneficiari residenti all'estero, fatta eccezione per le prestazioni legate alla condizione di disabilità e invalidità del beneficiario.

La stessa manovra approvata a fine anno, quella che ha previsto solo misure marginali e correttive sulle novità pensioni, prevede l'adozione di uno o più provvedimenti legislativi di riordino della normativa in materia di trattamenti, indennità, integrazioni di reddito e assegni di natura assistenziale o comunque sottoposti alla prova dei mezzi, anche rivolti a beneficiari residenti all'estero, nonché in materia di accesso alle prestazioni sociali, finalizzati all'introduzione di un'unica misura nazionale di contrasto alla povertà, correlata alla differenza tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di povertà assoluta, e alla razionalizzazione degli strumenti e dei trattamenti esistenti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il