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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni Governo Renzi risponde una seconda volta sul piano sui social network

Piani, misure e novità per le pensioni al vaglio di governo, partiti e Istituto di Previdenza: le proposte e cosa prevedono per cambiare attuale legge




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:16) E' stata confermato la diretta tenuta dallo stesso Renzi per la seconda settimana consecutiva per spiegare le novità per le pensioni e tutti i temi al centro dell'attenzione delle ultime notizie e ultimissime. Si terrà nella giornata odierna su Twitter e Facebook alle ore 18.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:38): Il piano del Governo Renzi è sempre stato abbastanza chiaro per le novità per le pensioni e ora con tutte le ultime notizie e ultimissime che si susseguono lo è ancora seppur è chiaro che si vorrebbe una ufficilità, una chiarezza sui tempi precisi e sui metodi. Il quando e il come, insomma. Dall'altra oparte vi sono i due Ministeri più competenti sulle novità per le pensioni come il Ministero dell'Economia o e quello del Lavoro che hanno alcune perplessità sul progetto seppur più o meno allineati così come l'opposizione interna del Pd seppur tutti questi soggetti spingono delle proprie variabili minori. Ben diverso è ovviamente il discorso per Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega.

Si continua a discutere di novità per le pensioni e il dibattito si fa sempre più acceso in vista delle prossime elezioni amministrative. La domanda che però sorge spontanea farsi è quali novità potrebbero essere davvero realizzate in base a disponibilità di soldi, tra piani di quota 100, quota 41, mini pensioni o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, anche in base ai piani messi a punto da Istituto di Previdenza ed esecutivo. In alcune misure, come confermano le ultime notizie, piano di Istituto di Previdenza e governo coincidono e hanno un unico obiettivo: quello di dare vita al turn over per rilanciare l’occupazionale giovanile, e quindi a produttività e di conseguenza economia, e contribuire a recuperare nuovi risparmi.

Nel piano pensioni dell’Istituto di Previdenza rientrano uscita tre anni prima a 63 anni e sette mesi di età, con almeno 20 anni di contributi, che è stato sostenuto anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio; e sostenuti dal governo sono anche i provvedimenti che prevedono introduzione dell’assegno universale per gli over 55 che restano senza lavoro e senza pensione, cancellazione delle ricongiunzioni onerose esemplificazione del cumulo, abolizione dei vitalizi d’oro e ricalcolo delle pensioni più alte. Nessuna novità positiva dall’Istituto di Previdenza per mini pensione e quota 100, che sono invece particolarmente sostenuti, rispettivamente, da Dicastero dell’Occupazione e Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio.

Ha aperto invece al piano di quota 41, che permetterebbe a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età  anagrafica, anch’esso sostenuto dal Comitato ristretto di Montecitorio ma che nelle intenzioni dell’Istituto di Previdenza potrebbe arrivare anche a quota 42 o 43 senza alcuna penalizzazione. Istituto di Previdenza e governo sono inoltre intenzioni a dividere finalmente spesa assistenziale e spesa pensionistica, che servirebbe non soltanto per recuperare nuovi soldi ma anche per ridare equità al sistema previdenziale italiano. Pur combaciando alcune misure di governo e Istituto di Previdenza, vi sono nette differenze in termini di tempi di attuazione di eventuali novità.

Il governo, infatti, è ben consapevole che per riuscire a mettere in atto novità per le pensioni concrete servono soldi che al momento non sono disponibili e si attende anche la nuova valutazione dell’Europa che arriverà il prossimo maggio e dovrebbe concedere ulteriori 3 miliardi di extra deficit all’Italia. Si riuscirebbero così ad avere più soldi da impiegare per la realizzazione di novità per le pensioni. Proprio in virtù di questo, secondo l’Istituto di Previdenza, bisognerebbe convincere l’Europa stessa della convenienza che l’attuazione di piani pensioni al vaglio dell’esecutivo avrebbero, sia per il mercato del lavoro, lo stesso che proprio l’Europa vuole rilanciare, sia in termini di risparmi sul lungo periodo.

A sostenere che le novità per le pensioni debbano essere rimandate ancora di un po’ i Ministeri: per il Ministero dell’Occupazione le novità potranno essere definite solo quando non avranno impatto sui conti pubblici, il che significa prima risparmiare soldi da investire in novità per le pensioni o mettere a punto sistemi a costo zero. E tra questi, secondo il Ministero dell’Occupazione, ci sarebbe la mini pensione, del tutto a carico del lavoratore. Nulla invece per il Ministero dell’Economia, che continua a non essere favorevole ai piani di prepensionamento, almeno per il momento, nonostante consapevole della loro necessità, e che apre esclusivamente all’approvazione dell’assegno universale, a livello comunitario. Secondo entrambe Ministeri, però, è possibile che si potranno vedere effettive novità per le pensioni solo nel 2018, nonostante le ultime notizie sembrino annunciare qualcosa anno entro l’anno.   
 
I partiti politici, invece, da Udc, a Lega, Fi, M5S chiedono che le novità per le pensioni vengano messe in atto relativamente in tempi stretti, pur sostenendo ognuno una sua proposta. Se, infatti, FI rilancia innanzitutto sull’aumento delle pensioni più basse, ma anche sulla quota 100, sostenuta anche da Lega e M5S, quest’ultimo punta sull’assegno universale per tutti, non modulato però a livello comunitario come proposto dal Ministero dell’Economia, ma per tutti gli over 55 che perdono il lavoro, esattamente come nelle intenzioni dell’Istituto di Previdenza.

Restano tuttavia da superare gli ostacoli economici e la stessa Udc ha spiegato, nonostante decisamente a favore di novità per le pensioni, che sarebbe meglio prima trovare le coperture necessarie per la realizzazione di novità per le pensioni e poi agire in maniera definitiva, in modo da mettere a punto una soluzione universale per tutti piuttosto che singole misure esclusivamente appannaggio di determinate categorie di persone che, se da una parte, sostengono coloro che sono stati fortemente colpiti dalle attuali norme, dall’altra, contribuiscono a creare diseguaglianze.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il