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Referendum trivelle votare sì o no sondaggi e sondaggi elezioni Milano, Napoli, Roma Lega, M5S, Pd, Fi oggi mercoledì aggiornati

Scandalo petrolio, referendum trivelle, voto amministrativo: sono giorni caldi per la politica italiana.




Il principale avversario del partito del sì al referendum delle trivelle non è il partito del no, ma quello della diserzione delle urne. Stando agli ultimi sondaggi aggiornati, la vera sfida è quella di convincere gli elettori a esprimere la propria preferenza domenica 17 aprile 2016. E non si tratta di un dettaglio di poco conto, considerando che senza il raggiungimento del quorum (50% più uno degli aventi diritto al voto) il referendum non sarà valido. Non sarà naturalmente semplice, nonostante a essere favorevole a una domenica alternativa al voto sia solo quella maggioranza del Partito democratico che fa riferimento al presidente del Consiglio.

Tuttavia, rispetto a quel 18% immaginato da Greenpeace prima di Natale, la quota di chi ha intenzione di andare a votare è almeno raddoppiata, anche alla luce degli scandali sul petrolio in Basilicata (non strettamente legati) che hanno coinvolti anche membri del governo. In questo contesto, sale il livello di scontro sempre più aspro tra M5S e Pd. I cinquestelle fanno leva sullo scandalo petrolio in Basilicata per chiedere le dimissioni dell'intero esecutivo a causa di quella che definiscono "una nuova tangentopoli", e alzano il tiro chiedendo al capo dello Stato, Sergio Mattarella, di essere ricevuti con urgenza. La speranza è di poter salire al Colle magari a ridosso del referendum sulle trivelle del 17 aprile e assestare un colpo al governo nelle urne.

Il governo ha deciso la data del voto per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali di oltre 1.300 comuni: è il 5 giugno, con il turno di ballottaggio fissato per le due settimane successive, il 19 giugno. Nelle Regioni speciali, si voterà sempre il 5 e il ballottaggio sarà il 19 giugno, anche in Sicilia, in Sardegna e in Friuli Venezia Giulia; in Trentino Alto Adige si voterà l'8 maggio, in Valle d'Aosta, il 15 maggio. Una scelta che ha provocato la protesta delle opposizioni, che fanno notare come il voto cada nel ponte del 2 giugno: "Vogliono che vinca il partito del non voto che premia sempre i potenti", attacca il senatore di Forza Italia Francesco Giro.

Anche il Movimento 5 Stelle nota che si cerca di "aiutare l'astensione. Sono circa 1.370 i comuni interessati al voto, di cui oltre 1.100 appartenenti a Regioni ordinarie e 190 a Regioni a statuto speciale. Si voterà in sette capoluoghi di regione: Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste e 26 comuni capoluogo di provincia. Liste e candidature andranno presentate tra il 6 e il 7 maggio, dalle ore 8 del 6 alle ore 12 del 7 maggio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il