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Def 2016: mini pensioni, detrazioni, tasse, pensioni anticipate, quota 41, quota 100. Tutto le novità e misure possono cambiare

Le stime di Palazzo Chigi sull'andamento dell'economia non autorizzano a credere nelle novità pensioni, ma siamo alle battute iniziali.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:36): Siamo solo agli inizi, ma stavolta più che altre volte il DEF 2016 è davvero alla prime battute, agli inizi sia per ragioni interne che esterne. E le tante ultime notizie e ultimissime che confermano i confronti con l'Europa ma anche la mancanza stessa nel testo di diversi elementi (e le pensioni sono menzionate, a differenza di quanto si dice) ne sono la testimonianza.

Come previsto, non ci sono state novità pensioni nel Documento di economia e finanza 2016. Al di là di qualche dichiarazioni di intenti, Palazzo Chigi si è guardato bene da intervenire. Le aspettative della vigilia sono state confermate e l'appuntamento è rinviato alle prossime settimane anche perché questa è solo una tappa intermedia. Solo tra poco più di due settimane ovvero entro il 30 aprile, l'esecutivo dovrà trasmettere l'incartamento completo del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma, la versione finale del Def 2016, a Bruxelles. E in quella sede diventeranno più chiare le reale intenzioni anche sul versante delle novità pensioni.

Siamo ancora alle battute iniziali, dunque, e ritocchi e aggiustamenti sono da mettere in conto. Nelle stime del deficit 2017 il disavanzo scivola dall'1,1% del Prodotto interno lordo, previsto finora, all'1,8%. Un valore che secondo il ministro dell'Economia è compatibile con una riduzione dello stock del debito. Proprio questo è il punto centrale: come riuscire a immaginare misure risolutive sulle novità pensioni con questi scenari economici ipotizzati da Palazzo Chigi? La crescita del Pil accelererà all'1,4% nel 2017 e all'1,5% nel 2018. Sul fronte dell'indebitamento netto, l'esecutivo stima per quest'anno un deficit in calo dal 2,6% al 2,3% del Pil, frutto del compromesso raggiunto con Bruxelles.

Eppure nella manovra di fine anno, piuttosto avara sul fronte delle novità pensioni nonostante qualche intervento di natura correttiva e transitoria, il deficit era stimato al 2,4% perché l'Italia puntava a ottenere tutto il margine legato alla clausola di flessibilità per l'emergenza migranti (0,2% del Pil). Il decimale di differenza non richiederà una manovra correttiva, come assicurato da Palazzo Chigi, ma solo un aggiustamento amministrativo (così è stato definito), che non coinvolgerà i contribuenti. Ma senza dubbio lo saranno le novità pensioni, il cui appuntamento viene rinviato di mese in mese anche se alimentato da annunci e false aspettative.

Per il prossimo anno la richiesta è invece tutta nuova e sta nella differenza tra l'1,1% di deficit calcolato a settembre scorso e il nuovo 1,8%, in totale quindi altri 11 miliardi di euro. Una cifra che da sola non basterà a disinnescare le salvaguardie su Iva e accise che valgono 15 miliardi di euro, ma che, spiega l'esecutivo, si aggiungerà a maggiori entrate e risparmi di spesa, realizzati mediante un ampliamento del processo di revisione della spesa. A quel punto, magari nel contesto della manovra, si potrà cominciare a parlare realmente di novità pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il