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Pensioni ultime notizie su quota 100, quota 41, mini pensioni e effetto tamtam contro Governo Renzi referendum trivelle

Ci sono tre importanti appuntamenti elettorali che potrebbero avere un impatto significativo anche sulle novità pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:49): C'è in rete un vero e proprio tamtam per chiedere di votare sì al referendum delle trivelle per dare un segnale al Governo Renzi di fare le novità per le pensioni, tasse e gli altri cambiamenti promessi. Basterà la Rete? Sicuramente si è capito dalle tante ultime notizie e ultimissime che le trivellazioni non rappresentano il futuro e il referendum cambia poco a livello dell'energia per l'Italia. Ma si sta cercando di dargli sempre più un significato politico per dare un messaggio al Governo Renzi

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:49): Appare chiaro come vi sia un intento di politicizzare il referendum trivelle per poter dare una spallata al Governo Renzi già in difficoltà per le inchieste che continuano a proseguire. Raggiungere il quorum sarebbe una vittoria così come se vincesse il sì. Ma è difficile che possa riuscirci, nonostante un forte tamtam mediatico. molto più deliecate sono le elezioni comunali dove da una parte vi potrebbero essere novità per le pensioni o imposte o altri temi annunciate prima per vincerle anche eprchè le ultime notizie e ultimissime non sono affatto buone per la maggioranza.

La questione delle novità pensioni va inquadrata nel più ampio contesto degli equilibri politici all'interno dell'esecutivo. Dalla stabilità di Palazzo Chigi dipende naturalmente la convinzione a proseguire nel percorso delle riforme e, in parallelo, un eventuale rallentamento ha ripercussioni in tutti i comparti di intervento, novità pensioni incluse. Ecco allora che i prossimi appuntamenti con le urne rappresentano crocevia fondamentali per il prosieguo dell'esperienza di governo e per la direzione che prenderanno le riforme. A iniziare da quello di domenica 17 aprile 2016 con il referendum sulle trivelle che, in seguito all'inchiesta sul petrolio in Basilicata che ha coinvolto anche l'esecutivo, si è ora caricato di significato.

A ogni modo, l'impatto su Palazzo Chigi dell'esito del referendum sarà verosimilmente limitato, anche perché la vera battaglia non è tra il sì e il no, ma tra il sì il raggiungimento del quorum, necessario per la validità del referendum. E stando ai sondaggi delle ultime ore, è difficile prevede che almeno la metà degli elettori (più uno) si rechi alle urne per decidere sul futuro delle trivellazioni in Italia. Nell'arco politico, si fa presente, tutti i partiti si sono espressi per il sì tranne l'ala maggioritaria del Partito democratico, quella che fa riferimento allo stesso premier, che ha invitato all'astensione, e la Lega che non ha preso una posizione definitiva.

Ben più importante è l'appuntamento delle amministrative del 5 giugno, in cui sono chiamati al voto anche i cittadini di Milano, Napoli, Roma, Bologna, Cagliari, Torino, Bologna. In questo caso gli ultimi sondaggi non sono brillati per il Partito democratico e dunque per il governo. Non è quindi da escludere che il presidente del Consiglio possa giocare la carta delle novità pensioni per recuperare consenso. Nulla di rivoluzionario, intendiamoci, ovvero nessuno spazio di manovra per i vari quota 100, mini pensioni, quota 41. L'esecutivo potrebbe piuttosto intervenire per moderati aggiustamenti, come quello sulle ricongiunzioni onerose. Tuttavia difficilmente si andrà al di là delle promesse.

E in autunno c'è la partita del referendum costituzionale, rispetto al quale Renzi è determinato. La campagna potrebbe partire già il 19 aprile. Nel giorno in cui si voterà al Senato la mozione di sfiducia delle opposizioni al governo, il premier potrebbe lanciare la volata al quesito che deciderà il suo futuro politico."Mi gioco tutto", ha ribadito ancora ieri. E si prepara a girare in lungo e largo la penisola per raccontare che "ci sono due Italie diverse". Quella che chiama la "Santa alleanza" di chi "scappa dal dibattito per povertà di contenuti" e poi quella che "fa le riforme" e rappresenta una "politica che ha saputo riformarsi, al contrario di un altro pezzo di classe dirigente del Paese".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il