Pensioni ultime notizie su quota 100, mi

Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41 e gli effetti sondaggi Milano, Napoli, Roma sempre più negativi

Cosa preannunciano i sondaggi delle prossime elezioni amministrative a Milano, Roma e Napoli e quali novità per le pensioni potrebbero rilanciare



Le prossime elezioni amministrative, come abbiamo ripetuto più volte, potrebbero essere l’occasione perché l’esecutivo viri verso concrete novità per le pensioni, tra mini pensione, quota 100 o quota 41, senza dimenticare piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi o anche introduzione dell’assegno universale per gli over 55 che perdono il lavoro e non possono ancora andare in pensione, anche se il provvedimento sostenuto dal Ministero dell’Economia che ha finalmente aperto a questa unica novità per le pensioni vedrebbe l’assegno universale modulato a livello comunitario. E il premier potrebbe, a sorpresa, presentare nuove misure in materia fiscale o quel piano di taglio delle tasse che qualche settimana fa ha scatenato l’entusiasmo degli italiani, a partire dalla totale abolizione del bollo auto.

E’ difficile, però, che tali annunci possano trasformarsi in maniera rapida in realtà e potrebbero poi rimanere solo parole, come accaduto per quel famoso ormai bonus di 500 euro per i giovani, che tante polemiche aveva scatenato, su cui il premier aveva tanto insistito ma che non è mai stato realizzato. Ora la situazione potrebbe riproporsi anche se le ultime notizie indicano la necessità che l’esecutivo faccia davvero qualcosa altrimenti il rischio è quello di una ‘caduta libera’.

Se, infatti l’obiettivo di misure a sorpresa, come il taglio delle tasse, e delle novità per le pensioni è quello di riconquistare fiducia, consensi ed elettori, vista l’abitudine ormai a sentire tante belle parole e promesse che non diventano mai realtà, è chiaro che i cittadini attenderebbero misure concrete e realizzate e se non dovessero arrivare il rischio è che l’esecutivo perda di totale credibilità, il che significherebbe il traghettamento verso una totale disfatta. A testimoniare la situazione di difficoltà dell’esecutivo le ultime notizie sui recenti sondaggi in vista delle amministrative nelle principali città italiane, da Milano a Roma e Napoli.

Nel capoluogo milanese, per esempio, le intenzioni di voto dei cittadini che fino a qualche tempo fa erano prettamente orientate verso Giuseppe Sala del Pd che dopo l’esperienza come ad di Expo ha deciso di candidarsi alla poltrona di sindaco di Milano come successore di Pisapia, si stanno in parte spostando verso il candidato di centrodestra Stefano Parisi, situazione che indica una discesa libera del Pd nei sondaggi che, chiaramente non rappresentano nulla di buono. Anche a Roma la candidata del M5S, Virginia Raggi, è in testa nelle intenzioni di voto dei cittadini romani,  e subito dietro di lei  c'è Roberto Giacchetti, candidato del centrosinistra, seguito da Giorgia Meloni che, però, sembra stia risalendo nei sondaggi.

E la sua candidatura, insieme a quella delle Raggi in testa, potrebbero mettere seriamente a rischio un'eventuale vittoria di Giachetti. A Roma, dunque, Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 Stelle è in testa alle preferenze con il 24%, Giachetti per il centro-sinistra subito dietro con il 23%, segue Giorgia Meloni, candidata di Fratelli d’Italia e Lega, con il 19%, e Alfio Marchini, mentre Fassina, Si-Sel, non va oltre quota 6%. A Napoli, invece, il sindaco uscente De Magistris, che si ricandida con le sue liste civiche e il sostegno della sinistra, si contende la poltrona di sindaco del capoluogo partenopeo con il candidato del centro-destra Lettieri, entrambi al 29%. Seguono Valente candidato del Pd con il 22%, e Brambilla, candidato per il Movimento 5 Stelle, al 16%. Rispetto alle speranze iniziali del partito di maggioranza, è chiaro come la situazione non si stia prospettando esattamente come si pensava e c’è bisogno che il premier dia una svolta a questa condizione di difficoltà.

Del resto, le prossime amministrative saranno un banco di prova per l’esecutivo stesso anche in vista del referendum costituzionale d’autunno. E’ chiaro dunque come ci si aspetti quella mossa a sorpresa che se riguardasse le novità per le pensioni in maniera concreta rappresenterebbe certamente una strategia vincente. Il problema, però, resta la definizione di risorse economiche da impiegare per la realizzazione delle modifiche pensionistiche presentate e le modalità per un loro recupero, considerando che, come ben noto, l’esecutivo al momento non dispone dei soldi che servirebbero. Quali, dunque, potrebbero essere gli interventi da attuare per recuperare i fondi necessari? Innanzitutto un taglio dei vitalizi d’oro, quindi un ricalcolo delle pensioni più alte, e quella divisione tra assistenza e previdenza, che permetterebbero di recuperare nuovi soldi, cui aggiungere anche le penalizzazioni imposte da ogni sistema di uscita prima.



Commenta la notizia

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

Ultime Notizie