BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Indulto e amnistia: diversi aspetti della giustizia italiana sono da rivedere secondo richiamo ufficiale Ue

Continua a essere rinviata dalla politica italiana la questione dell'unificazione dei disegni di legge su amnistia e indulto.




Continua a essere negativi i segni sull'andamento della giustizia italiana. Innanzitutto ci sono le questioni di amnistia e indulto. Da tempo si ragiona per lo meno sull'unificazione dei disegni di legge così da consentirne una trattazione più serena e lineare. Ma i tempi continuano stancamente ad allungarsi. Adesso è arrivata la tabella della Commissione europea sulla giustizia a mettere l'Italia dietro la lavagna. Il nostro è il terzo paese europeo dietro Bulgaria e Slovacchia per la peggiore percezione dell'indipendenza della magistratura e è penultima davanti a Malta per il tempo necessario per le cause civili.

L'attenzione della politica è però puntata altrove ed evidentemente amnistia e indulto così come una rapida revisione dei tempi processuali continuano a non essere all'ordine del giorno. A fine settembre la Camera ha approvato la riforma del processo penale, contenente anche la delega al governo per rivedere la delega sulle intercettazioni. Il testo per il momento è, dal 7 aprile, in commissione Giustizia al Senato dove è in corso di esame. La delega prevede un innalzamento delle garanzie sulla riservatezza delle comunicazioni, ma, assicura la maggioranza non toccherà minimamente l'utilizzo delle intercettazioni. I tempi di approvazione non sono brevi, anche perché è in corso la campagna elettorale per le amministrative.

La questione delle intercettazioni, come riferiscono le ultimissime notizie di attualità, politica e giustizia, è ritornata di attualità dopo le dimissioni del ministro Federica Guidi e gli attriti degli ultimi giorni tra Governo e magistratura. Sulle intercettazioni "serve un equilibrio migliore", ha detto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Che ha precisato, richiamando le parole del premier, che l'intento del governo non è di ridurre i poteri d'investigazione e d'indagine della magistratura. Per questo è probabile che il governo non tenti di forzare la mano sul testo in discussione al Senato: la riforma potrebbe arrivare dopo l'estate.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il