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DEF 2016: trattativa reale solo all'ultimo ad Ottobre per novità pensioni, misure su agevolazioni, investimenti e tasse

Misure annunciate nel nuovo Def 2016 ma suscettibili di diversi cambiamenti: inizio delle vere discussioni e dopo l’estate e cosa potremo aspettarci




Venerdì scorso in Consiglio dei Ministri è stata approvata la prima stesura del nuovo Def, il Documento di Economia e Finanza che anticipa i provvedimenti che saranno inseriti nella prossima Manovra, in base alle risorse economiche disponibili, e pone gli obiettivi di bilancio. L'obiettivo contenuto nel nuovo Documento è quello di un rafforzamento della revisione della spesa pubblica che nel 2017 dovrebbe riguardare i fabbisogni primari e gli acquisti per il comparto della P.A., e che dovrebbe poi allargarsi nel 2018 e 2019. Tra gli altri obiettivi dell’esecutivo quello di dare nuova spinta agli investimenti, che potrebbero diventare volano per uno sviluppo dell’economia; ridurre il cuneo fiscale e il peso delle tasse sui cittadini.

In particolare, si prevede una riduzione dello 0,7% per la pressione fiscale, che si collocherebbe così al 42,8% del Pil. Nella versione iniziale di venerdì, il nuovo Def non conteneva alcun riferimento a questione previdenziale e novità per le pensioni che, però, sono venute fuori solo a distanza di qualche ora con la presentazione di un collegato allo stesso Def in cui è stata riportata la necessità di modificare le pensioni orientandole verso una maggiore flessibilità, a condizione, però, (come presumibile) di poter sfruttare fondi esistenti. Tante dunque le buone intenzioni dell’esecutivo tra novità per le pensioni, piano di taglio delle tasse, rilancio di investimenti e agevolazioni fiscali anche se, come spesso ripetuto, la vera trattativa per la definizione di provvedimenti concreti da inserire nella prossima Manovra inizierà solo dopo l’estate.

Come di consueto, infatti, le discussioni sulle misure che entreranno in vigore l’anno prossimo per una maggiore crescita del nostro Paese inizieranno nei prossimi mesi di settembre ed ottobre per la presentazione ufficiale e l’approvazione finale della Manovra a dicembre. E la trattativa dei prossimi mesi potrebbe prevedere sostanziali cambiamenti rispetto alle prime misure annunciate, visto che nel frattempo arriverà la valutazione europea. E’ infatti in programma per il prossimo mese di maggio e deciderà se concedere nuovi fondi di extra deficit al nostro Paese o meno.   

Se, infatti, saranno concessi quei tre miliardi in più richiesti si potrebbero studiare ulteriori misure in cui investirli, comprese le novità per le pensioni, il che significherà rimettere a punto interventi futuri, se, al contrario, l’Europa non dovesse concedere ulteriori soldi, allora bisognerà lavorare esclusivamente sulla base di quelli disponibili o che si potranno recuperare dall’applicazione di altri tagli. In ogni caso ogni versione attuale del Def potrebbe essere suscettibile di diversi cambiamenti. Ma ci vorrà ancora qualche mese per capire se questi cambiamenti saranno positivi, aprendo nuovi spiragli di fiducia ed entusiasmo, o negativi.

Inoltre, ad ottobre, tempo in cui l'Italia presenterà a Bruxelles il Def ufficiale, la situazione, sia del nostro Paese che delle condizioni dell'economia europea in generale, potrebbero essere decisamente mutate, con la speranza che si tratti di mutazioni positive, motivo per il quale l'Europa potrebbe aprire a maggiori margini di intervento per il nostro Paese, provando a capire, come vorrebbe il presidente dell'Istituto di Previdenza soprattutto, anche che le novità per le pensioni oggi al vaglio nel nostro Paese possono davvero rappresentare una nuova spinta proprio al rilancio di quella occupazione che la stessa Europa chiede nonchè un sistema che permetterebbe di accumulare, seppur nel lungo periodo, risparmi importanti e che potrebbero essere reinvestiti per welfare o pensioni stesse.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il