Referendum trivelle: spiegazioni su vota

Referendum trivelle: spiegazioni su votare no e votare sì. Cosa sapere e perchè, motivi politici, sociali, economici

La partita del referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile 2016 è complessa e coinvolge poltica, economia, ambiente e società.



Votare sì o no al referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile 2016? La posta in gioco è alta e coinvolge sia motivazioni di carattere ambientale e sia economiche, politiche e sociali. Se vince il sì le circa 90 piattaforme che si riferiscono a 44 concessioni entro le 12 miglia, dovranno fermare le estrazioni alla scadenza della concessione. Di queste 44, 25 estraggono metano, una estrae petrolio, 4 estraggono petrolio e gas insieme e 14 sono non più produttive. I due terzi delle piattaforme dovrebbero fermarsi nei prossimi 5 anni. Le restanti resterebbero attive al massimo fino al 2034.

Dal 2016 al 2034 cesserebbero progressivamente l'attività, fermando l'estrazione di metano e petrolio, il gettito fiscale e di royalty per Stato e Regioni, ma sulla loro entità lo scontro di vedute è in atto. C'è chi fa notare che ci sarebbero licenziamenti e chi invece che si presenterebbero nuove opportunità anche sul fronte delle energie alternative. Altro terreno di scontro politico ed economico è sull'eventuale perdita di alcuni miliardi di euro in mancati investimenti e sull'aumento delle importazioni di petrolio via nave. Se vince il no, o se non si raggiunge il quorum del referendum (50% più uno degli aventi diritto), rimarrebbe in vigore l'attuale norma che prevede la possibilità di continuare a estrarre metano e petrolio fino all'esaurimento del giacimento.

Qualcuno tira in ballo i rischi della presenza delle trivelle. Le 90 piattaforme hanno un impatto ambientale modesto, tuttavia le 5 concessioni che estraggono petrolio (le altre solo gas) possono produrre incidenti con effetti gravi. La sospensione della loro attività aumenterebbe il numero di petroliere in viaggio nei mari e le loro emissioni in atmosfera per importare da lontano il petrolio che mancherebbe. Per quanto riguarda la disponibilità di petrolio, nel 2015 le 44 concessioni entro le 12 miglia dalla costa hanno estratto 1,93 miliardi di metri cubi di gas - il 42,8% della produzione metano in mare e il 28,1 % della produzione nazionale di gas - e 0,54 milioni di tonnellate di greggio. Il 72,3% della produzione in mare e il 10% produzione nazionale di greggio.

Infine la domanda del referendum che gli elettori troveranno sulle schede: Volete voi che sia abrogato l'art. 6, comma 17, terzo periodo, del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale", come sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)", limitatamente alle seguenti parole: «per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale»?



Commenta la notizia

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il

Ultime Notizie