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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 nuova serie di manifestazioni programmate e segnale referendum trivelle

Prossime manifestazioni già organizzate per ulteriori richieste di novità pensioni all’esecutivo: pronte le forze sociali e conseguenze esito referendum trivelle




Ci si prepara a due nuove manifestazioni in piazza per chiedere all'esecutivo concrete novità per le pensioni, da quota 100 a mini pensione, quota 41: il prossimo 22 aprile i sindacati hanno organizzato l'ennesimo presidio davanti al Ministero del'Economia per ribadire all'esecutivo la necessità di cambiamenti delle pensioni, nonchè l'urgenza di risolvere alcune questioni ancora aperte e che stanno creando non pochi problemi a determinate categorie di lavoratori, da coloro che si sono ritrovati senza lavoro e senza pensione, a coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo del lavoro.

Proprio per quest' ultimi, le ultime notizie confermano, sarà rilanciata la richiesta di quota 41, piano di uscita che permetterebbe a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi senza limiti di età anagrafica, per cui anche prima dei 66 anni attuali se si raggiunge l'età contributiva richiesta, ma a fronte di penalizzazioni. Dalla parte di queste richieste anche Sel, Lega e M5S. Altra manifestazione annunciata dalla Cisl si terrà invece il 19 maggio a Roma, ancora una volta per chiedere all'esecutivo di cambiare l'attuale legge pensioni.

Secondo la Cisl, infatti, non basta approvare finalmente piani di uscita prima per tutti, novità strettamente legate all’occupazione, ma è necessario risolvere anche altre questioni, dalla cancellazione delle ricongiunzioni onerose, a introduzione di misure di aiuto sociale per chi rimane senza lavoro, allo sblocco definitivo della rivalutazione delle pensioni superiori tre volte il minimo che, nonostante una sentenza dell’Alta Corte, sono ancora incerte.  

Nell’attesa di queste due manifestazioni che, si spera, riescano a smuovere l’esecutivo per portarlo a fare qualcosa di concreto, un segnale importante potrebbe arrivare dall’esito del referendum sulle trivelle che si terrà domenica 17 aprile, e che potrebbe dare una prima scossa all’attuale maggioranza. In base ad affluenza e risultato si capirà molto: se infatti dovesse vincere il sì, che porterebbe allo stop dell'estrazione di petrolio e gas dai nostri mari, sarebbe un chiaro segnale di debolezza dell'esecutivo, considerando che premier e alti autorevoli esponenti dell'esecutivo sono schierati sul no all'abrogazione delle attuali norme che permettono le trivellazioni amare entro le 12 miglia marine fino ad esaurimento giacimenti.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il