Referendum trivelle sì o no sondaggi vit

Referendum trivelle sì o no sondaggi vittoria o astensioni aggiornati oggi. E sondaggi elezioni Roma, Napoli, Milano e politiche

Sono i sondaggi aggiornati sul referendum sulle trivelle e sulle prossime elezioni amministrative a tenere banco.



Si avvicina il giorno del referendum sulle trivelle, in calendario domenica 17 aprile. I due schieramenti sono ben noti: da una parte c'è il fronte del sì che punta a non rendere infinita la durata della concessioni a estrarre petrolio e gas alle piattaforme già attive a 12 miglia dalla costa. Dall'altra c'è fronte del no, che confluisce in quello dell'astensionismo, che invita a fare saltare il quorum, necessario per la validità delle operazioni. Ebbene, tra i sondaggi recenti si segnala quello di Demopolis, secondo cui il 74% degli italiani sarebbe favorevole a vietare alla scadenza il rinnovo delle attuali concessioni per l'estrazione in mare entro 12 miglia dalle coste. Il restante 24% è invece schierato per il no. Ad analizzare il trend degli ultimi mesi, si nota come sia in crescita il fronte del sì.

Chiusa la partita del referendum, l'attenzione è tutta per le elezioni comunali del 5 giugno 2016. I sondaggi aggiornati di Euemetra Monterosa per il Giorno raccontano che Giuseppe Sala del centrosinistra sarebbe in vantaggio con il 33% dei voti, seguito da Stefano Parisi del centrodestra con il 30%. Tutta da giocare la sfida delle elezioni amministrative a Roma perché, sulla base dei numeri diffusi da PiazzaPulita (La7), la più votata sarebbe per ora Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle con il 27,4%, seguita da Roberto Giachetti (24,5%), Giorgia Meloni (17,6%), Alfio Marchini (10,4%), Guido Bertolaso (8,1%), Stefano Fassina (6,8%), Francesco Storace (3,2%).

E se si votasse per le elezioni politiche? Non esiste ancora una data, ma stando al più recente sondaggio politico di EMG Acqua per il TG La7, il Partito democratico sarebbe in testa con il 30,9%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 27,3%. Quindi la Lega al 14,4%, Forza Italia 122%, Sinistra Italiana al 4,5%, Fratelli d'Italia al 4,4%, il Nuovo centro destra al 3,4%. Al turno di ballottaggio la partita sarebbe decisamente aperta perché a oggi il Partito democratico raccoglierebbe il 30,5% dei voti, i partiti di centrodestra, se si coalizzassero, il 30,2%, il Movimento 5 Stelle il 28,5%, Sinistra Italiana il 3.6%, il Nuovo centro destra il 2,6%.

A proposito di elezioni, non ci sarà alcun election day e resta confermata il 17 aprile come data per il referendum sulle trivellazioni mentre a giugno si terranno le elezioni amministrative. L'ha deciso il Tar del Lazio con due ordinanze con le quali ha respinto le richieste del Codacons e dei Radicali. L'associazione dei consumatori, con il suo presidente Carlo Rienzi, ha annunciato che proprio oggi sarà presentato appello al Consiglio di Stato. Per il Codacons la non unificazione di referendum e amministrative produrrà tra l'altro un danno economico per le tasche dei contribuenti stimato in oltre 300 milioni di euro.

I Radicali, invece, accusano il governo di aver boicottato il referendum sulle trivelle violando il diritto a una corretta informazione da parte dei cittadini. Per il Tar "non appaiono ravvisabili elementi sufficienti a rivelare l'irragionevolezza e/o illogicità della scelta della data del 17 aprile 2016".



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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

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