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Referendum trivelle domani si vota.Le migliori risorse web per capire cosa votare, se votare sì o votare no e perchè. Dove trovare

Si scontrano diverse visioni sul futuro energetico ed economico dell'Italia con il referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile 2016.




Referendum trivelle votare sì o no (aggiornamento): Domani vi sarà il tanto atteso voto domenica mattina con le urna aperte fino a domenica sera quando inizierà subito lo spoglio. Come capire cosa voptare se sì o no e farsi una idea indipendente? Abbiamo selezionato le migliori risorse web che spiegano in modo semplice e comprensibile ma esauriente perchè votare sì o perchè votare no

La battaglia sul referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile 2016 è in corso e gli schiermenti in campo sono tre. Da una parte c'è il comitato del sì, favorevole a bloccare la legge che consente alle piattaforme già attive di estrarre petrolio e gas fino al loro esaurimento entro 12 miglia dalla costa (poco più di 20 chilometri). Tra i siti più attivi nell'illustrazione delle ragioni del sì c'è quello dell'associazione ambientalisti WWF (www.wwf.it), secondo cui le ragioni sono almeno 4: tutelare la biodiversità marina, fermare il traffico mondiale di idrocarburi, scongiurare disastri petroliferi, puntare sulle fonti rinnovabili. Lo slogan? Un mare di sì.

Altro punto di riferimento per ricavare spiegazioni accurate sulle ragioni del sì è fermaletrivelle.it. Uno dei punti che cercano di confutare è quello relativo alla eventuale perdita di posti di lavoro. A loro dire, un esito positivo del referendum non farebbe cessare immediatamente, ma solo progressivamente, ogni attività petrolifera in corso. E ricordano come prima che il Parlamento introducesse la norma sulla quale gli italiani sono chiamati alle urne, le concessioni per estrarre avevano normalmente una durata di trenta anni. Oggi, di fatto, non è più così ed è possibile estrarre fino a quando si desideri. DI contro, se vincerà il sì la società petrolifera che ha ottenuto una concessione nel 1996 potrà estrarre per dieci anni ancora e basta.

Poi c'è il fronte del no che, in realtà, si fonde con il partito dell'astensionismo. Il punto di riferimento sul web che sintetizza le posizioni è nonsprecareenergia.it. Viene spiegato che se vince il sì, alla scadenza delle concessioni verrebbero bloccati importanti investimenti per i quali sono allo stuido potenziamenti, come Guendalina nel Medio Adriatco, Rospo davanti all'Abruzzo, Vega al largo di Ragusa. Ma se vince il no, argomentano, alla scadenza delle concessioni le compagnie petrolifere potranno chiedere un prolungamento delle attività. Solo dopo il via libera della Valutazione di impatto ambientale, potranno investire al rinnovamento degli impianti, aggiornare le tecnologie produttive e di sicurezza ambientale, e aumentare la produzione di metano o petrolio fino all'esaurimento completo del giacimento.

Poi c'è anche la mobilitazione della società civile a favore del sì. "Affollare di sì le urne del 17 aprile, per non svendere il mare nostro e per conservare il reddito della bellezza". In questo modo lo scrittore Erri De Luca esorta, nel suo video sul web, i cittadini italiani ad andare a votare al referendum per fermare le trivelle e difendere "l'oro vero" d'Italia. E come sono sono sempre di più gli esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno dichiarato di non volersi astenere e di andare a votare sì domenica prossima. A diffondere l'elenco è il Comitato nazionale Vota sì per fermare le trivelle.

Da Dario Fo a Nino Frassica passando per Andrea Camilleri, Jovanotti, Claudio Santamaria, Isabella Ragonese, Vinicio Capossela, Adriano Celentano, Dacia Maraini, Carmen Consoli e tanti altri che hanno deciso di usare la propria popolarità per accendere i riflettori sulla consultazione di domenica prossima invitando a non disertare le urne e votare per lo stop al rinnovo delle concessioni per le piattaforme di estrazione di gas e petrolio entro le 12 miglia dalla costa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il