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Referendum trivelle perchè votare no, perchè votare sì o astenersi e non andare a votare

C'è il referendum sulle trivelle a dividere l'opinione pubblica. La principale incognita è legata al raggiungimento del quorum.



Domenica 17 aprile 2016 è il giorno del referendum sulle trivelle. Perché votare no, perché votare sì o perché astenersi? Qual è la reale posta in gioco? In buona sostanza si decide se abrogare un passo della legge di stabilità sulla durata delle concessioni delle piattaforme attive in mare fino a 12 miglia dalla costa. Se vince il sì una volta terminate le concessioni sui giacimenti, questi non potranno più essere sfruttati. Se vince il no le estrazioni continueranno fino a quando gli idrocarburi non saranno esauriti. Ma affinché il risultato del referendum sia valido è necessario che si rechi alle urne almeno il 50% più uno degli elettori. Da qui è partita l'appello a boicottare questa operazione anche da parte del favorevoli al no.

Le ragioni del sì sono almeno cinque. Le estrazioni hanno un ritorno limitato: tutto il petrolio sotto il mare italiano coprirebbe il fabbisogno nazionale per 7 settimane. Delle 44 concessioni, le 5 legate al petrolio possono produrre incidenti con effetti ambientali gravi. Lo sfruttamento dei giacimenti vicino alla costa minaccia il turismo. Royalty basse: le società petrolifere godono di un sistema di agevolazioni fiscali tra i più favorevoli al mondo. Le trivelle sono il simbolo della vecchia energia.

Altrettanto sono quelle del no, i cui sostenitori invitano appunto a disertare le urne del referendum trivelle di domenica. Le 79 piattaforme e i 463 pozzi legati alle 44 concessioni sono già attivi. Entro le 12 miglia dalla costa le perforazioni sono già vietate. Il limite delle 12 miglia è già di per sé una delle regole più severe al mondo. Se non si trivella si rende necessario l'aumento di energia via nave. Con lo stop a rischio migliaia di posti di lavoro e alcuni miliardi di investimenti.

Tra le principali ragioni alla base dei dubbi sul successo del referendum ovvero sul raggiungimento del quorum c'è il quesito che gli elettori si troveranno sulla scheda. È considerato troppo tecnico e, nonostante le tante spiegazioni sulle ragioni del sì e del no, di difficile comprensione. Proviamo a leggerlo in anticipo: Volete voi che sia abrogato l'art. 6, comma 17, terzo periodo, del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale", come sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)", limitatamente alle seguenti parole: "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale"?



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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il

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