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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41 tutto rallentato da rimpasti e sistemazioni scandali

L'inchiesta e gli scandali sul petrolio in Basilicata stanno impattando sulla celerità dell'azione di governo e sulle novità pensioni.




Anche se il premier sta cercando di limitare l'impatto, non c'è dubbio che l'inchiesta e gli scandali sul petrolio in Basilicata stiano avendo un impatto negativo sulle riforme, sull'attività del governo e sulle novità pensioni. Quest'ultimo è un comparto che più di altri ha bisogno di spinta e di attenzione, ma per ora è stato messo da parte. Il segnale più chiaro che ci sia qualcosa che non va arriva dal ritardo con cui si sta consumando il rimpasto al Ministero dello Sviluppo Economico. Tra l'altro circola il nome del viceministro Teresa Bellanova, ex sindacalista e ferrata anche sulle novità pensioni, ma i tempi si stanno dilatando. A maggio, poi, Renzi sostituire altre cariche in scadenza nelle forze militare.

Di positivo per l'esecutivo c'è che finito per 24 ore nella bufera per l'inchiesta petrolio, dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, esponente del Partito democratico, potrebbe vedere rapidamente definita la sua posizione con una archiviazione. Saputo di essere indagato per il reato di corruzione per induzione a fini elettorali, l'esponente si è presentato negli uffici della procura di Potenza e ha chiesto di essere interrogato. Ha spiegato i passaggi della vicenda, compreso il senso di alcune intercettazioni telefoniche, al punto che molto presto i pm dovrebbero chiedere l'archiviazione della parte di inchiesta che lo riguarda.

Eppure prosegue a ritmo quasi quotidiano la diffusione di nuovi rapporti su pensioni, welfare, lavoro e indigenza che suggeriscono di non perdere tempo e di intervenire in tempi stretti per introdurre novità e cambiamenti. In base alla fotografia scattata da Eurostat, l'ufficio di statistica dell'Unione europea, sono infatti sette i milioni di poveri in Italia, tanti quanti nessun altro paese europeo, il doppio rispetto alla Germania e il triplo della Francia. E questo nonostante, guardando all'andamento dei tassi, il fenomeno della "grave deprivazione materiale", questa l’etichetta tecnica, da noi sia in diminuzione, passando dall'11,6% del 2014 all'11,5% del 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il