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Pensioni ultime notizie sistemi ufficiali per uscire già attivi. Per chi, calcolo, come funzionano in attesa quota 41, quota 100

I sistemi già in vigore per andare in pensione prima e novità pensione ulteriore con via libera al part time per uscita anticipata: cosa prevede




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:28): Vi sono, poi, sistemi che permettono l'uscita prima, che sono riservati a determinate categorie come militari, ferrovieri, artisti, giornalisti e che a dir la verità sono dei privilegi che le novità per le pensioni tenderanno ad eliminare come sembrano confermare le ultime notizie e ultimissime. Quindi per chi ne gode conviene approffitarne subito 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:22): In modo particolari quelli locali sono sempre più importanti con gli stessi sindaci e responsabili delle regioni a chiedere novità per le pensioni spiegando che quelle fatte localmente dove già in vigore stanno trovando un ottimo successo. Ne hanno parlato Chiamparino, Rossi, Maroni, Serracchiani nelle ultime notizie e ultimissime ribadendo la necessità anche a livello nazionale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:32): Ci sono diversi sistemi che permettono di avere sia un aiuto a chi è rimasto senza occupazione e ha già raggiunto una certa età e altri che permettono di avere una pensione. Molti di questi sono entrati in vigore solo da alcuni mesi e hanno carattere regionale o addiritura Comunale e alcuni riprendono le novità per le pensioni tanto attesa come quota 100 o mini pensioni, staffetta. Ne abbiamo indicate alcune, ma sono in costante aumento con gli organismi locali che per il momento si sostituiscono a quelli nazionali.

E’ da poco entrato in vigore un nuovo sistema per andare in pensione prima che vedremo più avanti in questo articolo, ma è solo l’ultimo in ordine di arrivo, come confermato dalle ultime notizie. Vediamo, dunque, quali sono i sistemi già in vigore per uscire prima, nell’attesa che finalmente si arrivi ad una svolta sulle altre novità per le pensioni da mesi richieste come quota 100 o quota 41, o mini pensione, a livello universale. Tra i metodi già in vigore per andare in pensione prima vi sono i sistemi della sospensione e del cumulo: il primo permette a coloro cui mancano fino a quattro anni dal raggiungimento dei requisiti pensionistici richiesti di andare in pensione prima senza percepire, però, subito l'intero assegno ma solo una somma calcolata sulla base dei contributi versati fino al momento dell’uscita stessa.

In questo caso, comunque, l’azienda continuerebbe a versare all’Istituto di Previdenza i contributi che il lavoratore avrebbe dovuto versare nel periodo mancante alla pensione. Il cumulo, invece, come facilmente intuibile, permette di cumulare tutti i contributi previdenziali versati nel corso della propria vita lavorativa nelle diverse gestioni. E’ gratuito e i requisiti per richiederlo sono: aver raggiunto almeno 60 anni d’età per le donne e 65 anni per gli uomini o 40 anni di contribuzione, o quota 96, cioè 61 anni di età e 35 anni di contributi. La pensione finale, con questo sistema, è il risultato della somma di tutti i contributi versati, rivalutati, moltiplicati per il coefficiente pensionistico in base all'età.

Anche la totalizzazione, anch’essa gratuita, permette di andare in pensione prima cumulando tutti i contributi versati in differenti gestioni, ma in questo caso la pensione finale sarà calcolata esclusivamente con sistema contributivo. In attesa che arrivino ad una conclusione le discussioni sui metodi di quota 100, quota 41, mini pensione, sono già stati approvati sistemi di uscita prima anche in diverse singole regioni e Comuni. Per esempio, in Piemonte, è stato approvata la mini pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni all’uscita, che riceverebbero un prestito da restituire in parte una volta maturati i requisiti richiesti; in Friuli Venezia Giulia, in Lombardia, in Molise, in Puglia e a Trento, è stato già approvato e introdotto l’assegno universale per i residenti della Regione.

Ma gli esempi non finiscono qui, perché in Sicilia è stata approvata l’uscita con quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione e in Calabria il piano di mini pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione che possono lasciare il lavoro qualche anno prima percependo un prestito che dovranno restituire una volta maturata la normale pensioni ma nel frattempo con la loro uscita in anticipo contribuirebbero a creare nuovi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani.

Una recente circolare dell'Istituto di Previdenza ha inoltre fissato la possibilità di uscita a 64 anni per i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno maturato la vecchia quota 96 entro il 2012, possibilità che però vale solo per i lavoratori che al 28 dicembre 2011 erano lavoratori dipendenti, per cui non vale per coloro che erano disoccupati entro quella data.

Possono andare già in pensione prima anche le donne lavoratrici, che possono uscire a 57 anni e 3 mesi di età, che salgono a 58 anni e 3 mesi per le autonome, con 35 anni di contributi purchè però accettino di calcolare la loro pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, accettando di conseguenza un assegno ridotto di circa il 30% rispetto a quello che percepirebbero con calcolo retributivo. Le ultime novità per le pensioni riguarda poi la possibilità di uscita soft da lavoro attraverso il contratto part time di lavoro a partire dal 2018: è questa l’ultima novità per le pensioni firmata dal ministro del Lavoro.

Riservato ai lavoratori del settore privato, permetterà di andare in pensione con almeno 20 anni di contributi e avendo raggiunto il necessario requisiti anagrafica, cioè 63 anni e sette mesi, entro il 31 dicembre 2018. Secondo le ultime notizie, il lavoratore potrà allora concordare con il datore di lavoro il passaggio al part time, con riduzione dell’orario di lavoro del 40, 60%, con conseguente riduzione dell’orario di lavoro ma contributi previdenziali che continueranno ad essere pagati dall’azienda.

I lavoratori percepiranno anche i cosiddetti contributi figurativi in modo da ricevere, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, l’esatto importo della loro pensione. Si tratta di una prima novità per le pensioni che, nelle speranze di tutti, potrebbe rappresentare il primo passo verso ulteriori cambiamenti, che però ha alcuni punti deboli, come l’aumento del costo del lavoro, e che, secondo le forze sociali, dovrebbe essere estesa anche ai lavoratori pubblici. Il principio infatti è quello di mettere a punto cambiamenti per tutti ma questa novità è l’ennesimo che ‘discrimina’ considerando che riguarda solo alcune categorie di lavoratori.

Nonostante si tratti di un’ennesima novità limitata, il part time rappresenta pur sempre una novità che testimonia un qualcosa di concreto fatto per le pensioni, come a voler dimostrare effettivamente, come ribadito più volte, l’intenzione di cambiare l’attuale legge ma vi sono ostacoli, soprattutto economici da superare, che però pian piano di cercherà di aggirare. Con l’approvazione del part time, infatti, l’esecutivo ha voluto dimostrare che il tema pensioni è sempre vivo e che, fondamentalmente, si fa quel che si riesce per il momento e quando saranno disponibili ulteriori fondi si continuerà a lavorare in maniera più profonda per la definizione di una soluzione universale per tutti senza più alcuna diseguaglianza.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il