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Referendum trivelle: un referendum politico da votare? Da votare un referendum Ambientale o votare referendum economico?

Non c'è solo il futuro energetico, con il referendum sulle trivelle sono in ballo anche interessi economici e politici.




Quella che si gioca con il referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile 2016 è una partita che si gioca su più tavoli. Almeno tre: ambientale per l'impatto sul mare e per il futuro energetico immaginato, economico per le tante royalty che girano intorno al petrolio, e politico per la spaccatura non solo tra partiti, ma anche all'interno del Partito democratico e tra governo e regioni. La questione è dunque tecnica solo sulla carta, anche perché per le Regioni che hanno proposto il referendum si tratta di riscrivere la politica energetica del Paese. In vista del voto è scontro aperto, anche sulla legittimità dell'astensione.

Le concessioni in mare sono 8 in Veneto, tutte sospese e non produttive; 31 in Emilia-Romagna, di cui 28 produttive; 14 nelle Marche di cui 9 produttive; 5 in Abruzzo, di cui 4 produttive; 1 in Molise, produttiva; 1 in Puglia, produttiva; 5 in Calabria, di cui 3 produttive; 4 in Sicilia, di cui 3 produttive. Complessivamente sono 69 le concessioni per le estrazioni di gas e petrolio: 25 funzioneranno anche in caso di vittoria del sì, 44 sono interessate dal referendum di domenica.

A favore del non voto si è espresso anche il presidente emerito Giorgio Napolitano. L'astensione è "un modo di esprimere la convinzione dell'inconsistenza e della pretestuosità" del referendum, ha spiegato l'ex capo dello Stato. La scelta del non voto, al pari delle altre, "è costituzionalmente legittima", ha poi scandito il presidente del Consiglio Matteo Renzi nella sua enews definendo "magistrale" la spiegazione fornita da Napolitano. E le parole del premier hanno riacceso la battaglia anche nel Partito democratico. Dalla sinistra del partito Roberto Speranza, che voterà sì, ha attaccato: "È inaccettabile che il premier faccia il capo del partito dell'astensione".

Immediata la replica dalla segreteria del Partito democratico, con Ernesto Carbone, che ha ricordato come i Democratici di sinistra, in occasione del referendum del 2003 sull'articolo 18, avessero coniato lo slogan: "Non votare un referendum inutile e sbagliato è un diritto di tutti, lavoratori e non". Nel merito del quesito, Renzi è altrettanto duro: "È un referendum-bufala. Non c'è una sola trivella in discussione, dicono che si voti sulle rinnovabili, in realtà si chiudono impianti che funzionano, facendo perdere 11.000 posti di lavoro". Per gli esponenti del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, infine, le parole di Napolitano sono "una ragione in più per votare, e per votare sì".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il