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Pensioni ultime notizie mini pensioni, ricongiunzioni, quota 41, agevolazioni, quota 100 Pd in stallo,Ncd diviso, M5S in movimento

Posizioni politiche su novità per le pensioni: proposte di cambiamento possibili o da rimandare nel tempo. Ma ci si chiede quando e cosa si farà realmente




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:36): Situazione molto dinamica per quanto riguarda le forze politiche in vista delle prossime elezioni amministrative per le quali si attendono mosse e prese di posizione anche a carattere nazionale per i temi più importanti per i cittadini italiani tra cui le tasse e le novità per le pensioni. Per questo motivo è molto importante seguire le ultime notizie e ultimissime e in modo particolare nelle prossime giornate anche e soprattutto (ma non solo) il Movimento 5 Stelle)

La mini pensione potrebbe essere la novità per le pensioni più fattibile in questo momento secondo Dicastero dell’Occupazione e alcuni esponenti politici, le forze sociali rilanciano sulla quota 41, il Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio lavora per un Testo unico su quota 100 ma anche, su un altro versante, sulla questione ricongiunzioni. Continuano ad essere confuse e controverse le ultime notizie sulle pensioni e a renderle tali sono soprattutto le posizioni delle forze politiche che prima fanno annunci e dichiarano di voler rivedere la legge attuale, poi fanno un passo indietro spiegando chela mancanza di risorse economiche ostacola la realizzazione di cambiamenti. Le ultime notizie si sono concentrare sul piano annunciato di revisione delle detrazioni e agevolazioni fiscali a famiglie e lavoratori, misura necessaria, insieme alla divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale, per recuperare ulteriori risorse, ma anche per ridare equità al nostro sistema sociale. Ma non solo.

A creare confusione è anche la situazione politica decisamente altalenante e ultimamente fatta di scontri  e tensioni: chi sta guadagnando terreno in questo quadro decisamente negativo è il M5S che, basta vedere i sondaggi sulle prossime amministrative, sta conquistando nuovi consensi e Di Maio si prepara a candidarsi a premier come sfidante di Renzi alle prossime elezioni di governo che, tra l’altro, chiede di anticipare dal 2018 al 2017. E un passo in avanti del M5S potrebbe aprire le porte a novità per le pensioni: oltre all’assegno universale per tutti, fiore all’occhiello delle proposte del Movimento, il M5S appoggia anche il piano di uscita prima con quota 100 e ha mostrato aperture anche per la quota 41.

Mentre il M5S continua a lavorare per una crescita e un’ascesa politica, il Pd sembra decisamente in stallo: bloccato dalle numerose polemiche che lo stanno invadendo, dagli scandali che stanno coinvolgendo maggioranza e ministri, dalla mancanza di soluzioni condivise per quanto riguarda novità per le pensioni, ma non soltanto. Ci si divide infatti, tra minoranza e maggioranza, sui provvedimenti prioritari, eventualmente, per la modifica dell’attuale legge pensioni: c’è chi spinge su quota 100 e quota 41, chi sulla mini pensione, chi, come lo stesso premier, punta l’attenzione su altri provvedimenti, a partire dall’aumento delle pensioni più basse, rimandando la revisione flessibile dei requisiti di uscita dal lavoro.

E mentre alcuni, soprattutto della minoranza, spingono per una realizzazione di novità per le pensioni in tempi brevi, vista la loro necessità anche in collegamento al lavoro, altri rimandano ai prossimi mesi ogni novità per le pensioni, anticipando la possibilità che possano essere inserite nella prossima Manovra, ma senza alcuna certezza. Diviso invece Ncd sulle novità per le pensioni: il passo indietro del viceministro Zanetti, da sempre favorevole a cambiamenti pensionistici, ha fatto riflettere ma probabilmente proprio a causa delle condizioni economiche poco favorevoli, ha dichiarato che bisogna rimandare gli interventi sulle pensioni e durante suoi recenti interventi ha spiegato che è intenzione dell’esecutivo prima pensare a chi non ha un lavoro e non ha una pensione e poi concentrarsi su novità per le pensioni, partendo dai lavoratori che svolgono lavori pesanti, per arrivare all’abolizione dei vitalizi d’oro dei politici.

Diversa, invece, la posizione di Maurizio Sacconi che spinge innanzitutto verso incentivi alla previdenza complementare, quindi ad una revisione dei calcoli contributivi per la pensione finale. Punta sulla necessità di cancellazione delle ricongiunzioni onerose, in modo da permettere a tutti il cumulo dei contributi in maniera gratuita per poter raggiungere il requisiti contributivo per l’uscita. Insieme alla proposta di contribuzione volontarie e integrativa, parte di Ncd sostiene il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi, con penalizzazioni. Nulla invece sulla quota 41.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il