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Canone Rai 2016 regole e autocertificazione sono da rivedere Agenzia Entrate, Rai,Governo.Tanti problemi e poche soluzioni trovate

Sono ancora tanti i dubbi in relazione al pagamento del canone Rai 2016 e su chi può e deve presentare domanda di esenzione.




Nonostante l'Agenzia delle entrate abbia messo a disposizione i modelli da compilare per autocertificare il diritto a non pagare il canone Rai 2016 in bolletta, le incertezze sono tante. Provando a fare dei casi concreti con tanto di soluzioni indicate, l'inquilino di un appartamento preso in affitto con utenza elettrica di tipologia residenziale intestata al lui e in possesso di un apparecchio televisivo, non deve presentare la dichiarazione. Questo perché è tenuto al pagamento in quanto detiene un televisore, a meno che non faccia parte di una famiglia anagrafica che già paga il canone Rai 2016, avendo mantenuto la residenza anagrafica, ad esempio, nella casa dei genitori.

E se la bolletta della luce è intestata al proprietario dell'abitazione? Non può presentare la dichiarazione, però è tenuto al pagamento del canone, indipendentemente dalla proprietà dell'appartamento e dall'intestazione dell'utenza elettrica, perché detiene una televisione nell'appartamento preso in affitto. Dovrà effettuare il pagamento con le modalità che non sono ancora note. In ogni caso, l'inquilino non è tenuto al pagamento del canone in relazione all'abitazione presa in affitto se fa parte di una famiglia anagrafica che già paga il canone o se per un'altra abitazione è titolare di un contratto di energia elettrica per uso domestico residenziale in relazione al quale è già addebitato il canone.

Il canone Rai è comunque nella bufera e continua a esserlo da quanto, a ottobre scorso, il premier ha rispolverato l'idea di collegare il pagamento alla bolletta elettrica: la proposta invece che sciogliere i dubbi, li ha evidentemente aumentati. Pochi giorni dopo è infatti arrivata la bocciatura di Enel: "È difficile da molti punti di vista, tecnicamente, per i sistemi di fatturazione, e probabilmente anche dal punto di vista giuridico". Dopo il no anche di Assoeletterica che l'ha definito "un gran pasticcio" e le critiche di associazioni consumatori e sindacati, a mettere un altro paletto è stato il Consiglio di Stato.

I magistrati amministrativi hanno invitato a rivedere il regolamento sul canone Rai in bolletta, e hanno sospeso il proprio parere in merito poiché ha rilevato "alcuni profili di criticità". Manca una definizione di cosa deve intendersi per apparecchio televisivo. Inoltre il canone è dovuto solo a fronte del possesso di uno o più terminali o elettrodomestici. Addebito e riscossione del canone comportano uno scambio di dati tra enti amministrativi che non è stato precisato: va trovato un equilibrio nel rispetto della normativa sulla privacy.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il