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Imu e Tasi 2016: prima rata e seconda. Calcolo, come funziona, cosa cambia quest'anno seconda casa, terreni agricoli e affitto

Regole di pagamento, calcolo e scadenze versamenti Imu e Tasi 2016: cosa cambia rispetto all’anno scorso e cosa resta uguale. Regole di quest’anno




Si torna a parlare di Imu e Tasi e, alla luce delle novità di quest’anno, cerchiamo di spiegare cosa cambia e cosa resta immutato nel calcolo e nel pagamento delle imposte sulla casa. Innanzitutto è importante dire che non cambiano né le date di pagamento, che restano dunque fissate al 16 giugno per il versamento della prima rata di acconto e al 16 dicembre per la seconda rata del saldo; né le modalità di pagamento, e infatti si continuerà a pagare sia Imu che Tasi o con bollettino postale o compilando il modello F24.

Non cambia nulla nemmeno per le modalità di calcolo delle imposte: come sappiamo ormai, Imu e Tasi si calcolano a partire dalla rivalutazione della rendita catastale del 5%, si moltiplica il risultato per i coefficienti degli immobili per cui si paga e al risultato ottenuto si applicano le aliquote Imu e Tasi decise dal proprio Comune di residenza. Ogni Comune, infatti, delibera le proprie aliquote con eventuali detrazioni. Quest’anno, però, è stato deciso che non potranno essere aumentale le aliquote del 2015, per cui o dovranno rimanere le stesse decise l’anno scorso o, al massimo, potranno essere abbassate. Prima di procedere al calcolo e al versamento dell'acconto di giugno, però, il consiglio è sempre quello di controllare sul sito istituzionale del proprio Comune o del Mef le delibere che riportano tutte le informazioni necessarie su aliquote, detrazioni e casi particolari relativi al versamento delle imposte sulla casa, in modo da provvedere ad un corretto pagamento delle stesse, senza incorrere in problemi e confusioni. 

Passando alle novità previste per quest’anno, non pagano più l’Imu gli imbullonati e i terreni agricoli, tutti i terreni indipendentemente dalla loro classificazione Istat in base ai Comuni dove sono ubicati. Non si paga più anche la Tasi sulle prime case e relative pertinenze, anche nel caso di immobili di lusso, ed è stata cancellata anche per gli inquilini. Se, infatti, fino all’anno scorso, nei casi di seconde case in affitto, la Tasi avrebbe dovuto essere divisa tra proprietari e inquilini, da quest’anno il pagamento della tassa sui servizi indivisibili comunali spetterà solo ai proprietari.

Si continua a pagare, però, sia l’Imu che la Tasi su seconde case, uffici, negozi, capannoni e altri immobili commerciali. Tra le altre novità previste per quest’anno, lo sconto del 50% sia di Imu che di Tasi per chi dà la casa in comodato d’uso gratuito a figli e parenti di primo grado, a patto che vi risiedano considerandola abitazione principale, sconto che non vale per gli immobili di lusso; e lo sconto del 75% sia di Imu che di Tasi sugli immobili affittati a canone concordato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il