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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, ricongiunzioni, quota 41 posizioni Ministeri, Governo Renzi, Fmi, Ocse, Ue

Le ultime posizioni di organi economici, Ue, Ministeri e governo su possibili novità per le pensioni in Italia: previsioni, stime e situazione attuale




Continuano ad essere diverse le posizioni di governo, Ministeri, e importanti organizzazioni economiche sulle eventuali novità per le pensioni nel nostro Paese. Le ultime notizie arrivano da Osce ed Fmi che continuano a rimandare l’applicazione di novità per le pensioni in Italia. Mentre l’Ocse punta soprattutto sulla riduzione del costo del lavoro, dopo aver calcolato che tra il 2014 e il 2016, l’aumento del cuneo piuttosto dunque che pensare a novità per le pensioni , l’Fmi continua ad essere contrario a novità per le pensioni in Italia a causa dei problemi di conti economici, nonostante sia stato più volte spiegato che i piani di uscita prima e le novità al vaglio del governo potrebbero essere decisamente vantaggiose.

Le novità per le pensioni di cui tanto si parla da mesi, infatti, da quota 100 a mini pensione, quota 41, senza dimenticare modifiche per le ricongiunzioni e introduzione dell’assegno universale, sarebbero proprio le misure necessarie a sostenere quel rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, tanto auspicata sia da Ocse ed Fmi, sia dall’Europa, proprio in vista di una concreta ripresa economica che passerebbe anche attraverso una maggiore produttività. E in tal senso sarebbero orientate le modifiche proposte anche dall’Istituto di previdenza su cui confluirebbe l’appoggio del governo Renzi.

Non a caso lo scorso dicembre il piano dell’Istituto di Previdenza è stato ufficialmente presentato solo dopo un accordo con l’esecutivo stesso. I problemi che dividono sono forse i tempi, perché mentre l’Istituto spinge perché vengano attuate in tempi brevi le novità per le pensioni, volte a rendere più sostenibile il sistema previdenziale in generale ma anche ristabilire equità tra tutti, il governo temporeggia ed è possibile che novità concrete arrivino solo tra due anni. Come spesso già spiegato, questo tempo di lavoro non sarebbe una novità considerando che nell’agenda del premier il 2016 sarebbe stato l’anno delle tasse e il 2017 delle pensioni.  

Lavorandoci pur con una delega alla prossima Manovra, le novità inserite entrerebbero in vigore proprio tra due anni, non a caso quando sarà concluso anche l’iter sul Fondo Indigenza e in prossimità delle prossime elezioni di governo. Si prospettano, inoltre, cambiamenti negativi di tagli e revisioni per detrazioni fiscali, pensioni di invalidità, guerra, baby pensioni, da cui l’esecutivo ha intenzione di recuperare ulteriori soldi. Intanto proprio in questi ultimi giorni, dopo aver già aperto in passato all’introduzione dell’assegno universale a livello comunitario, il ministro dell’Economia è tornato a parlare di pensioni, con particolare riferimento a cambiamenti da attuare ma esclusivamente in base ai conti e possibili se l’Europa concederà l’extra deficit.

Secondo Padoan, l'Italia è tornata a crescere, la disoccupazione è in calo e si tratta di dati che, seppur non troppo soddisfacenti, sono comunque incoraggianti, diversamente dalle ultime stime del Fmi che ha visto al ribasso le stime di crescita del nostro Paese. L’impegno ribadito dal ministro è quello che il governo italiano continuerà a percorrere la sua strada di crescita che, seppur lenta, si sta verificando e potrebbe promettere grandi cambiamenti positivi.

Ammette, però, di attendere la decisione di Bruxelles, che pare sia stata rinviata al prossimo ottobre, per capire se concederà, o meno, al nostro Paese quell’extra deficit che potrebbe aprire le porte all’applicazione di novità importanti per una ripresa più rapida e, forse, anche più consistente. Le indiscrezioni del momento, però, non fanno pensare a nulla di buono, considerando le ultime dichiarazioni del  vicepresidente dell’Ue Jyrki Katainen, che avrebbe detto che l'Italia ha già ottenuto parecchi ulteriori margini di manovra per cui difficilmente vi si potrà aprire ad ulteriori. E queste parole potrebbero annunciare un sonoro no alla concessione di quei tre miliardi di euro ormai particolarmente attesi da tempo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il