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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41, assegno universale l'unico che le vorrebbe davvero ostacolato da tutti

Piano di cambiamento dell’Istituto di Previdenza ancora ostacolato seppur novità per le pensioni coincidono con idee esecutivo




Finora è sempre stato l'unico ad aver annunciato novità per le pensioni messe poi effettivamente in atto, come hanno dimostrato le sue verità svelate sulle condizioni pensionistiche di alcune categorie di lavoratori, e l'intoduzione del calcolo pensionistico onlie per tutti, ma, dopo tante contestazioni, ancora una volta sembra che le sue mosse siano in bilico, a partire dall'invio della cosiddetta busta arancione sulle simulazioni del futuro pensionistico dei lavoratori italiani: non sono certo positive le ultime notizie sui progetti di lavoro del presidente dell'Istituto di Previdenza, che non trovano il consenso da parte di diversi esponenti dell'esecutivo, a partire proprio da quei ministri di Economia e Lavoro che continuano a ribadire da tempo come effettivamente le ipotesi di lavoro del presidente siano giuste ma che è altrettanto giusto che si occupi di fare il presidente dell'Istituto di Previdenza piuttosto che mettere a punto modifiche e novità che non gli competono.

Il fatto però è che lui è stato l’unico ad aver dato realmente vita a reali novità per le pensioni, l’unico ad aver messo a punto un nuovo piano di cambiamento delle pensioni stesse, d’accordo con lo stesso esecutivo, e che spazia da possibilità di uscita prima, con recenti aperture anche al piano di quota 41 che nelle sue intenzioni potrebbe diventare anche 42 o 43 ma senza penalizzazioni, a introduzione dell’assegno universale per tutti gli over 55, revisione delle ricongiunzioni e armonizzazione dei diversi trattamenti previdenziali, nonché cancellazione dei vitalizi d’oro.

E si tratta di misure che sono state ampiamente condivise dallo stesso premier nonché dal suo amico e collega, nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini. Sono personalità che, anche se mai esplicitamente detto in maniera diretta, condividono le posizioni e le idee del presidente dell’Istituto, tanto che piano pensioni dell’Istituto di Previdenza e misure al vaglio dell’esecutivo coincidono in moltissime parti.

I punti di condivisione vanno dalle misure di quota 100 e quota 41, all'introduzione dell'assegno universale, alla necessità di modifiche per le ricongiunzioni da rendere gratuite, senza dimenticare quel piano di cambiamenti negativi, partendo dalla divisione netta e necessaria tra spesa assistenziale e spesa prettamente pensionistica, da cui potrebbero derivare non pochi risparmi da investire, in un secondo momento, in cambiamenti positivi per le pensioni, a partire dai piani di uscita prima. Vien da chiedersi, dunque, perché se le misure di cambiamento sulle pensioni proposte dal presidente dell’Istituto di Previdenza sono condivise dall’esecutivo, vengono allo stesso tempo bloccate? A parte l’ostacolo economico della mancanza di risorse economiche necessarie, cos’altro blocca la realizzazione di novità per le pensioni? E come mai Ministeri e Istituto di Previdenza non lavorano insieme alla ricerca di soluzioni condivise e universali capaci di soddisfare le richieste di cambiamento di tutti senza ulteriori scontri e tensioni?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il