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Pensioni ultime notizie tra due anni quota 100, mini pensioni, quota 41 per Renzi eppure tutto potrebbe saltare con Di Maio

I piani del premier Renzi in vista delle prossime elezioni dell’esecutivo potrebbero saltare e con essi anche le novità per le pensioni: la sfida di Di Maio




Sono sempre più confuse le ultime notizie sulle novità per le pensioni e non si riesca a capire quale sia l’effettiva volontà dell’esecutivo di agirvi. Da tempo infatti le intenzioni sono quelle di modificare l’attuale legge che ha particolarmente penalizzato soprattutto determinate categorie di lavoratori, ma finora, in due anni di questo esecutivo, nulla di concreto è stato ancora fatto. Il ministro dell’Occupazione ha annunciato mesi fa la necessità di una soluzione universale che però ancora non c’è e su cui sembra calato il silenzio, il premier Renzi, sin da subito, ha annunciato una modifica dell’attuale legge pensioni, senza però stravolgerne l’impianto, eppure temporeggia ancora, nonostante forze politiche e sociali continuino a ribadire la necessità di approvare novità per le pensioni, sia per dare nuovo slancio al mercato occupazionale, sia per sostenere l’uscita prima dei pensionandi che si sono visti allungare l’età pensionabile, proprio quando erano convinti di essere arrivati finalmente al termine della loro vita lavorativa.

Nell’agenda di lavoro dello stesso premier, le novità pensioni dovrebbero essere fissate tra due anni, quando sarà forse il momento in cui saranno approvati piani come quota 100, mini pensione o quota 41. Due anni sarebbe il tempo che probabilmente servirebbe per la fine dell’iter della legge delega che potrebbe essere collegata alla prossima Manovra. Ma andiamo con ordine: se quest’anno è stato fissato il capitolo tasse, il prossimo avrebbe dovuto essere quello delle pensioni e al momento questi tempi sono incerti perché non si sa se effettivamente la prossima Manovra conterrà novità per le pensioni. Se davvero dovessero arrivare, poi, si dovrebbe capire se saranno approvate con decreto attuativo e quindi essere in vigore già dal 2017 o con la delega, che rimanderebbe appunto a due anni, cioè 2018, l’entrata in vigore ufficiale delle eventuali novità pensioni approvate.

E il 2018 non sarebbe un tempo casuale, considerando che sarà l’anno delle nuove elezioni dell’esecutivo e arrivarci con cambiamenti concreti dell’attuale legge pensioni potrebbe rivelarsi vincente per il premier. Ma c’è un ma: negli ultimi giorni, come riportano le ultime notizie, Luigi di Maio del M5S ha chiedo l’anticipazione del voto al 2017 e ha proposto la sua candidatura a premier. Di Maio, oggi vicepresidente della Camera, potrebbe dunque essere il principale sfidante di Renzi e se minoranza e opposizione fossero d’accordo con le elezioni anticipate, probabilmente Renzi le farebbe ma il suo piano di lavoro salterebbe e, considerando quanto è fondamentale per i cittadini la questione pensioni, rischierebbe e non poco.

Del resto Di Maio rappresenta un M5S che da sempre si batte per l’approvazione di novità per le pensioni, che sostiene il piano di uscita con quota 100, insieme anche alla Lega, ma che, soprattutto, è stato fautore della proposta dell’assegno universale per tutti che, fosse dipeso dal Movimento, sarebbe già in vigore e questo potrebbe essere un punto decisamente a vantaggio di Di Maio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il