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Def 2016: pensioni, dipendenti statali rinnovo, sblocco contratti, stipendi, tasse, investimenti. Novità questa settimana

Il nuovo Documento di economia e finanza interviene su riduzione delle tasse, riforme e investimenti, ma non sulle novità pensioni.




Dall'analisi del Def 2016 emerge come Palazzo Chigi abbia deciso di puntare sul secondo pacchetto Finanza per la crescita. Il primo, secondo le stime dell'esecutivo, porterà a un +0,2% per il Pil e un +0,6% per gli investimenti al 2020. Il nuovo provvedimento è atteso entro entro maggio con ulteriori misure di incentivi all'investimento di lungo periodo a sostegno delle nostre Pmi, destinate a piccoli risparmiatori e investitori istituzionali che impiegano risorse a favore dell'economia reale. Si preannunciano anche l'estensione delle agevolazioni per le imprese in contratti di rete con focus su progetti green e internazionali; il rafforzamento del Fondo di garanzia Pmi; il potenziamento delle misure a favore di startup e Pmi innovative; il Piano Manifattura Italia per la digitalizzazione dell'industria.

La legge concorrenza - si legge - sarà approvata in via definitiva entro giugno. Probabilmente dopo le amministrative, per scongiurare proteste delle categorie in campagna elettorale. C'è l'impegno ad adottare la legge annuale sulla concorrenza anche nel 2016, con interventi su comunicazioni, sanità, trasporti e servizi pubblici locali. Se c'è naturalmente una variabile da tenere in considerazione perché decisiva per gli sviluppi su novità pensioni, sblocco del contratto degli statali, riduzione delle tasse, riforme e investimenti, è quella del debito pubblico.

Eppure, spiega il documento dell'esecutivo, per l'anno in corso si dovrebbe delineare la prima seppur modesta riduzione del rapporto tra debito e Pil, che dovrebbe attestarsi al 132,4% contro il 132,7% dello scorso anno. Il Documento di economia e finanza riconosce che il nuovo obiettivo fissato per il 2016 supera dell'1% la stima formulata a settembre, anche per effetto del peggioramento del ritmo di crescita. Quanto alle privatizzazioni, si conferma la scelta di cedere al mercato uno 0,5% di Pil l'anno. Intanto, però, complici le avversità del mercato, alcune cessioni importanti come quelle di Ferrovie, di cui si è moto discusso nelle scorse settimane, sono state rimandate.

In campo creditizio il programma nazionale di riforma ricorda che il governo ha agito negli ultimi due anni per realizzare interventi organici che permettano alle aziende di credito di tornare a finanziare in modo adeguato l'economia reale. Vengono così ricordate le tappe della riforma delle banche popolari, l'autoriforma delle fondazioni bancarie e il rafforzamento della governance delle banche di credito cooperativo, nonché il varo dello schema Gacs.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il