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Imu e Tasi 2016: novità questa settimana seconda casa, affitto,terreni agricoli e non.Aliquote decise in diversi Comuni prima rata

Stanno entrando progressivamente nel vivo le questioni Imu e Tasi 2016, rispetto a cui occorre pagare la prima rata.




Questi sono i giorni della definizione delle aliquote e delle detrazioni relative al pagamento della prima rata di Imu e Tasi 2016. L'appuntamento è fissato per il 16 giugno ed entro questa data, piccoli e grandi comuni, tra cui Milano, Roma, Bologna, Napoli, Bari, Genova, Torino, dovranno aver deciso quanto far pagare ai contribuenti. Rispetto allo scorso anno è confermato il mancato versamento dell'Imu sulle prime abitazioni, a cui si aggiunge il medesimo trattamento per la Tasi, la tassa su servizi indivisibili, come pubblica sicurezza e vigilanza locale, illuminazione pubblica, anagrafe e servizi cimiteriali, manutenzione del verde pubblico, manutenzione stradale, tutela edifici e aree comunali, trasporto pubblico.

Sono tenuti a versarla i proprietari di fabbricati, esclusa appunto l'abitazione principale, e di aree edificabili, indipendentemente dall'uso al quale sono adibite. Una quota compresa tra il 10 e il 30% per le seconde case è a carico dell'inquilino. La base imponibile si calcola allo stesso modo di quella dell'Imu. E allora, per quanto riguarda la base imponibile, la rendita catastale, rivalutata del 5% viene moltiplicata per 160 per abitazioni, magazzini, autorimesse, 140 per laboratori e locali senza fine di lucro, 80 per uffici, banche, assicurazioni, 65 per opifici, alberghi, 55 per negozi e botteghe. Sono comunque esclusi dall'esonero di passare alla cassa i proprietari di ville, castelli e case signorili ovvero quelle accatastate come categoria A1, A8 o A9.

A proposito di terreni, ci sono importanti novità di cui tenere conto, e non sono evidentemente molto chiare. Secondo l'Agenzia delle entrate per godere delle agevolazioni fiscali le aree scoperte pertinenziali, così classificabili ai sensi dell'articolo 817 del Codice civile, devono risultare censite al catasto urbano unitamente al bene principale. Un'area che sia autonomamente censita al catasto terreni non può considerarsi pertinenza di un fabbricato urbano, anche se durevolmente destinata al suo servizio.

Per la Corte di cassazione, è esclusa l'autonoma tassabilità delle aree pertinenziali. La qualifica di pertinenza si fonda sul criterio fattuale, e cioè sulla destinazione effettiva e concreta della cosa al servizio od ornamento di un'altra cosa senza che rilevi l'avvenuto frazionamento catastale dell'area, ovvero la mera distinta iscrizione in catasto della pertinenza e del fabbricato. Tanto meno rileva la presenza o meno disegni grafici, che sono inconsistenti sul piano probatorio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il