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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, agevolazioni, quota 41 vittoria referendum Governo Renzi impatti non scontati

Il referendum sulle trivelle non raggiunge il quorum ma non è una vittoria per l’esecutivo: conseguenze e ripercussioni su novità pensioni e altri provvedimenti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ultimo fatto dell'articolo ore 19:07): Non è una vittoria netta come si vuole far credere quella del referendum che può far dormire sonni tranquilli alla maggioranza. Ci sono numerosi punti da comprendere meglio e alcuni che preocuppano, come il fatto che la maggioranza delle persone, dai sondaggi fatti, sono andati a votare per dimostrare lo scontento nei confronti del Governo Renzi di quello fatto finora e gli stessi sondaggi indicano che le più alti percentuali si registrano nei templi rossi e nello zoccolo duro. E non è un caso, dunque, che le novità per le pensioni, ma anche su altri temi, stanno iniziando a riornare centrali nelle ultime notizie e ultimissime.

Il quorum non è stato raggiunto, come tanti avevano ipotizzato, il referendum sulle trivelle non ha conquistato quel particolare interesse che si sperava e le intenzioni e gli inviti del premier Renzi sono stati ben accolti: lui stesso, infatti, come confermano le ultime notizie, aveva invitato a non andare a votare, sostenuto dall’autorevole personalità di Giorgio Napolitano, lui che le trivelle continua a volerle nei nostri mari e che sperava che il risultato di questo referendum potesse far capire quanto ancora si creda nel governo. Visti i risultati, per Renzi potrebbe essere una vittoria, è stato seguito ciò che aveva chiesto, la legge stabilita dal suo governo sulle concessioni di estrazione di petrolio e gas a mare resta in vigore, e questo potrebbe essere visto certamente come un traguardo. Non è detto, però, che si possa vedere effettivamente come vittoria. Sono tanti, infatti, i fattori da considerare.

Bassa l’affluenza alle urne, secondo tanti, non perché il governo stesso aveva invitato a non votare e diverse forze politiche avevano incitato al no, quanto per il fatto che si trattava di un argomento poco interessante per la maggior parte degli italiani, di una questione che si potrebbe benissimo rimandare, ma anche perché, pur sembrando banale, le prime giornate d’estate hanno portato milioni di italiani a preferire fughe dalla città per giornate al sole e al mare, senza voler sacrificare nemmeno cinque minuti per votare, il che dimostra come, in realtà, gli italiani non sappiano sfruttare i loro diritti, più che assolvere ai loro doveri. Il risultato comunque non cambia: il referendum sulle trivelle è stato un flop, il quorum non è stato raggiunto ma in base alla percentuale di quanti sono andati a votare ha comunque prevalso il Sì.

Ciò significa che se tutti i cittadini avessero adempiuto al loro compito, probabilmente l’obiettivo del governo non sarebbe stato raggiunto. E quanti attendono che questo risultato possa preannunciare conseguenze positive su altre questioni importanti, come le novità per le pensioni, è bene che non si faccia illusioni: il risultato del referendum sulle trivelle dovrebbe spingere il premier a mosse strategiche in vista delle prossime elezioni per conquistare quei consensi che certamente oggi non ha, ma non significa che novità per le pensioni future, come quota 100, mini pensione, quota 41, siano scontate.

Resta comunque lunga la strada da compiere prima di arrivare alla definizione reale e concreta di tali novità, perché, indipendentemente dalla nuova forza che potrebbe iniziare a spingere l’operato del governo, resta comunque da superare l’ostacolo soldi. Tuttavia, non è casuale che sia tornato a parlare di bonus ai neo 18enni da investire per la cultura, di taglio delle tasse e che sia spuntato un collegato al Def sulle novità per le pensioni e proprio in vista delle prossime elezioni amministrative, occasione prima della quale non sarebbe certo agevole e vincente per il governo pensare a piani di tagli e revisioni di detrazioni e agevolazioni fiscali alle famiglie, come si era ipotizzato, seppur in prospettiva per successivi cambiamenti positivi anche per le stesse pensioni.

Ma si tratta di misure che probabilmente ora non verrebbero capite dagli italiani. Ma qualcosa bisognerà pur fare, perché gli italiani che comunque sono andati a votare e hanno votato sì potrebbero rappresentare il punto debole del premier in vista del referendum costituzionale, che certamente chiamerà al voto molti più italiani, vista la sua importanza.

Fino ad allora, il referendum costituzionale si terrà in autunno, è bene che il lavoro del premier sia indirizzato a far capire agli italiani i motivi per cui continuare ad avere fiducia nell’operato di questo governo che finora ha deluso non poco. E tra le prime misure per conquistare nuovi voti ed elettori certamente le novità per le pensioni: sono richieste da tutti, forze sociali e politiche, da lavoratori e pensionandi ma anche dai giovani particolarmente preoccupati del loro futuro pensionistico, da associazioni, industriali ed esponenti dell’esecutivo che ritengono che le novità per le pensioni siano necessarie anche perché collegate al lavoro e al rilancio di una occupazione che in Italia, come del resto confermano a fasi alterne i dati che arrivano, stenta a riprendersi a pieno.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il