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Def 2016: rinnovo contratti statali, sblocco stipendi e pensioni anticipate, tasse. Iter Commissioni al via, obiettivi da cambiare

Al lavoro sulla scrittura della versione finale del Documento di economia e finanza 2016 che potrebbe prevedere novità pensioni.




Si entra nel vivo della definizione del Def 2016 che potrebbe riservare interessanti sorprese. Stando alle ultime notizie, sono proprio le novità pensioni che potrebbero balzare al centro dell'attenzione. In particolare, Palazzo Chigi starebbe pensando a un intervento per favorire l'uscita un po' prima rispetto ai requisti adesso in vigore, già prima dell'estate. In agenda ci sarebbero anche una mini riforma delle pensioni integrative e nel 2017 il taglio dei contributi. Difficile che trovino spazio provvedimenti più incisivi, come l'applicazione di quota 100 (quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età) o le mini pensioni per gli over 55 senza lavoro e senza assegno previdenziale.

Sul fronte della pubblica amministrazione, non c'è solo il rinnovo del contratto degli statali che è ancora in attesa della decisiva accelerazione dopo che l'Aran ha proceduto alla riduzione dei comparti pubblici da 11 a 4. Ma ci sono ancora tre questioni in sospeso. La prima è l'introduzione in Italia del Freedom of Information Act cioè il diritto generalizzato di accesso ai dati della pubblica amministrazione. La seconda è l'innovazione delle regole sulla gestione di posta elettronica certificata, firma elettronica e identità digitale. La terza è la riduzione degli obblighi e tagliare i tempi di rilascio della Segnalazione certificata di inizio attività.

Anche in un'ottica di interesse elettorale, considerano che a giugno si vota per la conquista delle importanti città di Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Palazzo Chigi potrebbe anticipare il suo programma di riduzione delle tasse, a partire dall'Irpef per i cosiddetti redditi medi. In dubbio il destino di quel conflitto d'interessi di cui si parla invano da almeno un decennio: una nuova proposta con la formula del blind trust è stata varata dalla Camera a fine febbraio. A rischio anche i temi etici: dopo la fatica improba sulle unioni civili (tocca ora alla Camera licenziare il testo), tutto lascia credere che nessuno abbia intenzione di riaprire adesso il dibattito su fine vita, dichiarazioni anticipate di trattamento e maternità surrogata.

Continuando a rimanere sulla stretta attualità, in commissione Giustizia a Palazzo Madama, si trova da settembre la riforma del processo penale, depositata alla Camera a dicembre 2014 e approvata nove mesi dopo, che contiene la controversa delega sulle intercettazioni. E che si avvia a inglobare pure le nuove norme sulla prescrizione, varate da Montecitorio un anno fa e rimaste bloccate anche dai veti incrociati nella maggioranza, in particolare da parte del Nuovo centro destra.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il