Pil dell'Italia: il 5% potrebbe essere rappresentato dalle attività illecite della 'ndrangheta

Il 5 per cento del Prodotto interno lordo dell'Italia: e' questa la dimensione che potrebbe avere l'effettivo peso economico della 'ndrangheta



Il 5 per cento del Prodotto interno lordo dell'Italia: e' questa la dimensione che potrebbe avere l'effettivo peso economico della 'ndrangheta. Lo sostiene un'indagine dell'ultimo numero dell'L'Espresso' dove si ricorda come, nei giorni immediatamente successivi al massacro di Ferragosto, e' circolata la stima dell'Eurispes, che attribuiva all'organizzazione criminale un giro d'affari annuo di circa 36 miliardi di euro, per poco meno di due terzi legati al traffico di droga. Se, - fa notare l'Espresso - si considera realistica l'ipotesi dell'istituto di ricerca, si deve pero' automaticamente far diventare piu' ricco il bottino delle cosche calabresi. Ai 36 miliardi di euro derivanti da spaccio di stupefacenti, vendita di armi, prostituzione, usura e altre attivita' illecite, vanno infatti sommati i proventi legati al 'money laundering', cioe' al riciclaggio del denaro sporco.

Donato Masciandaro, che alla Bocconi insegna economia e ha la cattedra di Regolazione finanziaria al Centro Paolo Baffi dell'universita' spiega cosi' come si arriva fino al 5 per cento del Pil: 'Qualunque organizzazione criminale che produce denaro sporco ha un problema: deve ripulirlo, altrimenti aumenta il rischio di essere scoperta. Lavare il denaro e' un costo, ma poi i soldi possono essere prontamente reinvestiti, sia in affari loschi che in affari puliti, creando un formidabile volano'.

Specializzato nello studio del riciclaggio, il docente della Bocconi rileva come sia fondamentale combattere con forza il riciclaggio: 'Come fare? Aumentando, per esempio con normative stringenti sull'impiego del contante, la possibilita' che i flussi di denaro sporco vengano scoperti. A livello mondiale, una regolamentazione antiriciclaggio molto efficace potrebbe far crescere dal 10 al 34 per cento il costo del 'money laundering', distruggendo 280 miliardi di dollari di valore per il settore illegale'. Applicando all'Italia lo stesso modello econometrico messo a punto da Masciandaro, un'efficiente regolamentazione contro il riciclaggio farebbe 'sparire' 14,3 miliardi di euro (l'1,3 per cento dl Pil) dalle casse della criminalita'.

Il docente bocconiano e' particolarmente 'caldo' sul tema perch‚ fa parte della commissione tecnica, voluta dal viceministro Vincenzo Visco e guidata dall'ex procuratore antimafia, Pierluigi Vigna con il sottosegretario Mario Lettieri, che ha appena varato il testo con cui e' stata recepita la 'III direttiva europea antiriciclaggio'. La bozza, approvata dal governo e da settembre al vaglio delle commissioni parlamentari, prevede di far scendere il tetto massimo per i pagamenti in contanti da 12.500 a 5 mila euro.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il