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Pensioni ultime notizie resoconto, cosa ha detto Renzi nel discorso contro la sfiducia in fase di voto

Atteso oggi nuovo intervento del premier e possibili indicazioni anche su novità per le pensioni: cosa aspettarsi e situazione dopo referendum trivelle




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ultimo fatto dell'articolo ore 20:07): E' molto deciso nei discorsi che tiene davanti al Parlamento per le due mozioni di sfiduacia di oggi uno del Movimento 5 Stelle, l'altro di Forza Italia. Interessante per le novità sulle pensioni, più il secondo, dove Fi ha richiesto la sfiducia perchè l'attuale maggioranza non ha fatto le cose promesse tra cui anche le pensioni nei vari punti elencati. Vi è una risposta come detto forte, spiegando che tutto quello che era nel programma e nell'agenza è stato finora fatto e molto di più sarà fatto ancora su temi come le imposte, gli investimenti, l'occupazione, la scuola. Non c'è però nessuna citazione delle novità per le pensioni che nelle ultime notizie e ultimissime sembra tralasciare, lasciando, comunque, parlare altre cariche molto importanti come nella giornata odierna. 

All’indomani dell’esito del referendum sulle trivelle, oggi, martedì 19 aprile, è particolarmente atteso il discorso che il premier Renzi terrà contro le mozioni di sfiducia presentate a Palazzo Madama dal Movimento 5 Stelle e da Forza Italia e Lega, a causa del cosiddetto Petrolgate, scandalo che ha coinvolto il ministro dello Sviluppo Economico Guidi e che si è allargato a comprendere anche altre personalità autorevoli, dalla Boschi al Delrio. Stando alle ultime notizie, oggi in Aula al premier toccherà fare chiarezza su tutto ma rispondere anche alle polemiche che sono nate dopo il referendum sulle trivelle. E potrebbe essere questa anche l’occasione per fare chiarezza su questione previdenziale ed eventuali novità per le pensioni.

E’ tuttavia improbabile che il premier faccia riferimento alle pensioni, nonostante sembra si stia già muovendo con mosse a sorpresa in vista delle prossime elezioni amministrative, dall’anticipo del piano di taglio delle tasse, all’annuncio del bonus di 500 euro per i giovani da investire in cultura. Si tratta di mosse, in parte dovute, considerando che è necessario recuperare consensi, viste anche le ultime notizie sui sondaggi sulle amministrative a Milano, Napoli e Roma, dove il Pd non è certo in situazioni rosee. E il risultato del referendum di domenica non rappresenta una certezza per premier ed esecutivo.

E’ vero, infatti, che il quorum non è stato raggiunto e che la legge in vigore, elaborata dall’esecutivo, resterà esattamente com’è, ma è anche vero che sulla percentuale dei milioni di italiani che si sono recati al voto, la maggioranza ha votato sì, segno che c’è una coscienza condivisa di fermare le trivelle a are contrariamente a quanto vorrebbe il premier. Il risultato, dunque, non è un sostegno all’esecutivo, né una vittoria, come si vorrebbe far credere, motivo per il quale è bene che lo stesso premier pensi a come fare per riconquistare la fiducia dei cittadini.

E in una strategia elettorale vincente, la mossa più interessante potrebbe essere proprio quella di puntare sulle novità per le pensioni, anche se vi è ormai la diffusa consapevolezza che agire concretamente sull’attuale legge al momento è difficile, sempre perché mancano i soldi necessari, ma soprattutto manca una soluzione condivisa, su cui però sarà necessario lavorare d’ora in poi. Tra piani di uscita prima come quota 100, quota 41, mini pensione, assegno universale e misure del piano dell’Istituto di Previdenza, sono diverse le proposte al vaglio, tutte, tranne l’assegno universale, contrastate per ora sia dai tecnici dell’Economia che dalla stessa Europa.

Eppure, come spesso ribadito, proprio queste novità che permetterebbero di andare in pensione prima potrebbero rappresentare la spinta a quella crescita economica perseguita dal nostro Paese e su cui rilancia l’Europa stessa. Attraverso infatti prepensionamenti, si darebbe ai giovani la possibilità di entrare in un mondo del lavoro oggi chiuso, contribuendo così a dare nuovo impulso alla produttività, e quindi all’economia in generale. Ma considerando i programmi di lavoro nell’agenda del premier è plausibile pensare che tutte queste novità vengano rimandate concretamente all’anno prossimo o anche tra due anni.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il