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Pensioni ultime notizie su quota 41, quota 100, quota 41 dopo indicazioni e critiche nel DEF di Bankitalia, Regioni, Fmi

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni dall’esecutivo per novità pensioni dopo ultime critiche su conti e posizioni di Bankitalia e Regioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (ultimo AGGIORNAMENTO ore 18:52 di interno dell'articolo)

Dopo l’ultimo monito lanciato dal Fondo Monetario Internazionale all’Italia sulla necessità di mettere a punto politiche nuove importanti per rilanciare l’economia, da una nuova spinta agli investimenti nel settore lavoro a riduzione della pressione fiscale, anche Bankitalia e Regioni, come riportano le ultime notizie, spingono per cambiamenti capaci di ridare slancio all’economia italiana, puntando anche su novità per le pensioni. Ma considerando le critiche lanciate nei confronti del nuovo Documento programmatico e dei conti emersi, è chiaro come possa risultare difficile mettere mano alle pensioni se prima non si definiscono costi e coperture.

Secondo quanto spiegato dall’Fmi qualche giorno fa, è necessario che il nostro Paese pensi a misure di stimolo all’occupazione e aiuti sociali, ciò che però contrasta l’Fmi, vale a dire l’introduzione di novità per le pensioni, potrebbe essere proprio la spinta alla crescita. Dando il via libera a pini di uscita prima come quota 100, mini pensioni o quota 41, si contribuirebbe al rilancio dell’occupazione giovanile e, di conseguenza, ad una nuova spinta a produttività ed economia. Ed è chiaro dunque come quell’impegno per sostenere le politiche lavorative obiettivo dell’Fmi sia strettamente collegato a novità per le pensioni. Tra gli obiettivi dell’Istituto di Previdenza italiano, e non solo, c’è, infatti, proprio quello di convincere la stessa Europa dei vantaggi che eventuali novità per le pensioni volte ad anticipare l’uscita dal lavoro porterebbero solo vantaggi.

Ma c’è un però: le previsioni contenute nel nuovo Def non sono positive e, secondo Bankitalia, vi sarebbe anche il rischio di peggioramenti, considerando la forte volatilità dei mercati in questo periodo. Sarebbe necessario, dunque, sempre secondo Bankitalia, continuare a monitorare costantemente i conti pubblici. Critiche nei confronti dei conti e del nuovo documento anche le Regioni, secondo cui bisognerebbe innanzitutto definite l’effettiva sostenibilità dei tagli eventuali difficilmente e piani di risparmi su tutti i livelli, da fisco a giustizia, e scuola, e non solo per gli enti territoriali. Da quanto emerge dai conti del documento programmatico non vi sarebbero, dunque, ulteriori margini di intervento per altri provvedimenti, il che metterebbe seriamente in difficoltà anche l’applicazione di novità per le pensioni.

Eppure sia Bankitalia che le Regioni sarebbero tra i favorevoli a modiche come quota 100, quota 41, o anche mini pensioni. Se, però, i conti non dovessero permettere la loro applicazione, è possibile che per realizzare concrete novità per le pensioni si lavori effettivamente la piano, ormai non troppo più segreto, dell’esecutivo per riequilibrare i conti stessi. Gli interventi in tal senso prevedono la revisione delle agevolazioni fiscali per famiglie e lavoratori nonché provvedimenti su pensioni di invalidità, guerra, baby pensioni, cambiamenti decisamente negativi ma che servirebbero, come diverse volte spiegato, per recuperare quegli ulteriori soldi necessari per successive novità per le pensioni positive.

Il problema è che non sarebbe questo il momento ideale per mettere in pratica piani di tagli e riduzioni perché in vista delle prossime elezioni amministrative i cittadini non vedrebbero questi provvedimenti come propedeutici a successive modifiche positive e vantaggiose, ma valuterebbero esclusivamente l’impatto negativo che potrebbero avere sulla qualità della vita di alcune famiglie. Il tutto dunque sarebbe rimandato, ma non si sa a quando, considerando che se tra due mesi si terranno le amministrative, in autunno sarà la volta del referendum costituzionale, ed anche in quel caso non sarebbe vantaggioso approvare interventi negativi. Piuttosto, per recuperare voti e consensi, bisognerebbe mettere a punto strategie vincenti del tutto diverse dai tagli. Non caso proprio il premier Renzi qualche giorno fa ha prima annunciato l’arrivo del decreto per il via all’erogazione del bonus giovani di 500 euro, quindi l’anticipo del piano di taglio delle tasse, che interesserà innanzitutto Ires e Irpef.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il