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Indulto e amnistia: messaggio video di Checco Zalone che scherza sul Ministro Orlando e non solo

I temi delle carceri italiane, della rieducazione dei detenuti e della concessione di amnistia e indulto sono sempre al centro dell'attenzione.




In questi tempi di discussione di indulto e amnistia non è passato inosservato il videomessaggio di Checco Zalone. In realtà, il suo è stato un messaggio a più ampio respiro sulla rieducazione nelle carceri italiane. Alla base di questa iniziativa, in realtà, c'è stato lo stesso ministro della Giustizia, Andrea Orlando, preso scherzosamente di mira dallo stesso comico barese: "Il ministro Orlando mi ha detto che sta tentando di parlare dei problemi della detenzione in carcere, ma non se lo caga nessuno perché non fa audience. Il ministro mi è stato simpatico, poi sono andato su Wikipedia per vedere la sua faccia perché non ce l'avevo presente".

Le parole di Checco Zalone, anche se non fa riferimento alle importanti questioni di amnistia e indulto, lasciano il segno e aprono una importante finestra di discussione: "La Costituzione dice che la detenzione deve avere anche una funzione rieducativa. Purtroppo sappiamo che non è così, perché tendiamo ad allontanare le persone che hanno avuto una condanna. Mi piacerebbe che una persona che ha scontato la sua pena possa un giorno essere ricevuto da un direttore di una banca e le venga accordato il mutuo. Oppure che un politico venga votato perché è stato in carcere, essendo stato rieducato. Invece oggi sappiamo che è il contrario: uno prima viene eletto, viene diseducato e poi va in carcere".

Ma quali sono le ragioni di questa scelta? Perché coinvolgere Checco Zalone? Lo ha spiegato lo stesso guardasigilli facendo presente che "di carcere non ne vuole parlare nessuno, di pene alternative e funzione rieducativa della pena siamo in pochissimi. Grazie a Luca Medici, Checco Zalone, che ci mette la faccia, perché la sicurezza si fa con i diritti". Il tutto mentre cala il sipario sugli Stati generali sull'esecuzione penale. Due giornate di lavori presso l'auditorium della casa circondariale di Roma Rebibbia "Raffaele Cinotti" a cui ha preso parte anche lo stesso ministro della Giustizia.

Sono stati allestiti 18 tavoli tematici composti da operatori penitenziari, magistrati, avvocati, docenti, esperti, rappresentanti della cultura e dell'associazionismo civile. Gli incontri tra i componenti dei tavoli sono stati organizzati soprattutto via web. Nel corso dei lavori sono state previste visite negli istituti penitenziari, incontri con operatori e detenuti, audizioni di gruppi di esperti. Il Comitato di esperti per predisporre le linee di azione degli Stati generali sull'esecuzione penale sono stati coordinati da Glauco Giostra dell'Università Roma Sapienza e hanno visto la presenza anche di Adolfo Ceretti dell'Università Milano Bicocca; Luigi Ciotti, presidente Libera, associazione per la lotta alle mafie; Francesca Zuccari della Comunità di Sant'Egidio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il