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Canone Rai 2016: autocertificazione online o modello cartaceo. Come fare, ma attenzioni soluzioni sbagliate Agenzia Entrate

Come e quando si presenta richiesta di esenzione dal Canone Rai ma paradossi e controversie dell’Agenzia delle Entrate ancora da superare: i casi




E’ disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate il modulo da compilare per chiedere l’esenzione dal pagamento del Canone Rai. Da quest’anno, come ormai noto, il Canone non si pagherà più con bollettino precompilato ma con diretto addebito in bolletta elettrica e il primo addebito arriverà a luglio e sarà di 60, 70 euro, per poi nelle successive bollette abbassarsi a dieci euro fino a coprire i 100 euro dovuti. Dal prossimo anno per il Canone Rai si pagheranno 95 euro. Pagano solo i proprietari di prime case, perché il Canone si paga una sola volta. Non si paga infatti su seconde case e nel caso in cui queste fossero in affitto, devono pagare gli inquilini intestatari della bolletta della luce e che usufruiscono dell’apparecchio tv.

Precisiamo che il Canone Rai si paga, infatti, esclusivamente sul possesso tv e non su smartphone, pc e tablet. Per chiedere l’esenzione dal pagamento del Canone Rai bisogna compilare il modulo di autocertificazione che si può scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate, dal sito del Mef o della Rai, e dopo averlo compilato, reinviarlo alle Entrate stesse direttamente online, ed entro il 10 maggio, o con modello cartaceo tramite raccomandata, entro il 30 aprile, all’indirizzo Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio territoriale di Torino 1, Sportello S.A.T.- Casella postale 22, 10121 Torino (To), ma può essere consegnato anche a mano direttamente  agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Alle soglie della scadenza di presentazione dell’autocertificazione, emergono paradossi di errori compiuti dalle stesse Entrate nella definizione del modulo. Secondo quanto segnalato da alcuni contribuenti su quanto riportato nelle FAQ sui casi di esonero spiegati dall’Agenzia delle Entrate, emergono situazioni di irregolarità, a partire dagli utenti che stipulano irregolarmente utenze residenziali in abitazioni diverse da quelle in cui hanno la residenza. Tra i casi controversi, quello riportato nell’esempio 4 che ipotizza due coniugi con residenza anagrafica nella stessa abitazione e utenza elettrica intestata al marito, ma proprietari di un altro immobile con altra utenza elettrica residenziale, intestata però alla moglie.

In questo caso, secondo le Entrate, la moglie può chiedere l'esenzione di pagamento per la seconda casa, perché paga il canone già il marito per la prima casa. Il problema è che non è regolare stipulare un contratto di tipo residenziale, per pagare meno, in un casa in cui non si è residenti. Piuttosto che segnalare questa irregolarità fiscale, l‘Agenzia delle Entrate ha solo anticipato che bisogna ancora ‘valutare la situazione dell’abitazione per la quale c’è un’utenza elettrica di tipo residenziale ma dove non è residente alcun componente della famiglia’, come si legge sul sito.

Non è però possibile attendere oltre, sia per i tempi, ormai stretti, viste le scadenze di presentazione della domanda di esenzione dal Canone Rai, sia perché quanto riportato lascia pochi spazi a dubbi: o, infatti, la moglie è effettivamente residente nell’abitazione in oggetto e paga il canone, o non si paga il canone.  Un altro esempio controverso è il 6, quello del caso di una famiglia composta da genitori e figli che risiedono tutti in un’abitazione e hanno una seconda casa in affitto, con utenza elettrica intestata alla moglie. Secondo l’Agenzia delle Entrate, la moglie può chiedere l’esenzione perché paga già il canone con l’utenza della prima casa, inoltre, in questo caso, il canone deve essere pagato, come sopra detto, dall’inquilino, che dovrebbe essere anche l’intestatario della bolletta della luce.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il