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Pensioni ultime notizie da stime ufficiali e non calcolo e simulazioni coperture per quota 100, mini pensioni, quota 41

Le coperture necessarie per l’approvazione di novità per le pensioni, tra assegno universale, aumenti delle pensioni più basse e piani di uscita prima: da dove recuperarle e come fare




​Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ultimo fatto dell'articolo ore 18:57): Per quanto riguarda le simulazioni sulle coperture queste possono variare dai vari enti che le hanno indicate. Ad esempio, il Comitato Ristretto che sta occupandosi del testo unico ha parlato di un costo intorno ai 5-7 miliardi con le proprie penalità, mentre per quanto riguarda quota 100 o un metodo comunque simile i costi per Nannicini e il suo gruppo non dovrebbe essere minori tra i 7 e 12-13 miliardi di euro all'anno. Tutti sono concordi che sarebbero costi iniziale, che poi si andrebbero a pareggiare e addirittura il Comitato Ristretto parla di un vantaggio economico, quindi un guadagno dal 21esimo anno in poi per sempre.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ultimo fatto dell'articolo ore 22:07): Quanto costa andare in pensione prima con le novità indicate nelle ultime notizie? Vi sono diverse stime nonostante essendo numeri dovrebbero essere dati oggettivi. Ne abbiamo iniziate a vedere alcuni calcoli

In un momento tanto concitato come quello che sta attraversando la maggioranza e il caos dell’esecutivo  ci si chiede se le novità per le pensioni, di cui tanto si discute da mesi, saranno tra le priorità da mettere in atto. Date le ultime notizie, sembra difficile che nel breve periodo si riescano finalmente ad attuare quelle modifiche richieste e tanto auspicate da forze politiche e sociali, innanzitutto perché manca ancora una soluzione condivisa da tutti, e in secondo luogo perché c’è ancora l’ostacolo mancanza di soldi da superare. I sistemi da cui ricavare, in realtà, ulteriori risorse economiche da investire per novità per le pensioni ci sarebbero ma si temporeggia nella loro attuazione.

Si parla da mesi, infatti, di ricalcolo degli assegni più elevati o di divisione tra spesa prettamente pensionistica e spesa assistenziale da cui certamente si ricaverebbero soldi, senza considerare poi che ogni sistema di uscita prima sul tavolo del’esecutivo, da quota 100 a mini pensione, quota 41 e piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi, prevedono penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima. A queste misure si aggiungerebbe quel piano di revisione e tagli delle agevolazioni fiscali alle famiglie, già in discussione dall’anno scorso nel piano di revisione della spesa pubblica.

Esistono dunque i metodi per ricavare soldi ma non vengono messi in atto esattamente come spiegato da diversi esponenti politici secondo cui se l’intenzione reale dell’esecutivo fosse quello di cambiare le pensioni, le coperture necessarie si potrebbero ricavare come del resto accaduto per la realizzazione di altri provvedimenti, come, per esempio, la cancellazione della Tasi per tutti.

Il problema è che, come hanno dichiarato anche diversi tecnici del Tesoro, le novità per le pensioni non rappresentano ancora una priorità per l’esecutivo. E le stime sugli eventuali costi di ogni metodo contribuiscono ad allontanare ancora la loro approvazione. In generale, infatti, è emerso che servono diversi miliardi di euro per poter modificare i requisiti di accesso alle pensioni finale per tutti. Se, infatti, per cambiare i sistemi di ricongiunzione delle pensioni, rendendoli gratuiti, le spese non ci sarebbero quasi per lo Stato, per introdurre l’assegno universale per tutti gli over 55 che restano senza lavoro e non possono ancora andare in pensione, che è tanto richiesto da alcuni, M5S in prima fila, e che l’unica novità per le pensioni sostenuta da tutti, compresa l’Europa, secondo alcune stime servirebbero circa dieci miliardi, secondo altri ben 17.

Dieci miliardi sarebbero anche i fondi necessari per l’approvazione di quota 100, mentre ne basterebbero sette per il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e conseguenti penalizzazioni. Scendono notevolmente le coperture necessarie per quota 41: per permettere infatti a tutti i lavoratori di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica basterebbero infatti 1,5 miliardi di euro. Tra i 10 e i 13 miliardi di euro servirebbero invece per permettere l’scita a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e penalizzazioni che, infatti, sarebbero elevate, circa del 3% per ogni anno di anticipo dell’uscita.

Novità per le pensioni a costo zero, secondo il Ministero dell’Occupazione, sarebbe invece la mini pensione, che sarebbe completamente a carico del lavoratore stesso che decide di lasciare prima il lavoro. E quanto costerebbero gli aumenti per le pensioni più basse di cui si sta tanto parlando in questi ultimi giorni? Complessivamente, le coperture per riuscire a garantire aumenti ai circa 3,5 milioni di persone che percepiscono il minimo di 501,89 euro al mese servirebbero tra i 2,3 miliardi e i 3,5 miliardi di euro all’anno. Decisamente non pochi e soprattutto impossibili da recuperare nel breve periodo, motivo per il quale alcuni tecnici sostengono si tratti di una ipotesi realizzabile sì ma non prima del 2018.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il