Pensioni ultime notizie su mini pensioni

Pensioni ultime notizie su mini pensioni, agevolazioni, quota 41, quota 100, tasse mosse Governo Renzi per vincere comunali

Il clima politico all’interno di maggioranza e opposizioni, mosse strategiche del governo in vista delle prossime amministrative e nuovi annunci per novità pensioni: ulteriori prospettive di lavoro esecutivo



Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ultimo fatto dell'articolo ore 18:22): I sondaggi non sono buoni e nonostante le difficoltà anche delle altre forze e dei relativi canidati, ci vuole una mossa o una serie di mosse per poter vincere. Lo abbiamo più volte detto, ma le ultime notizie e ultimissime di questi giorni non fanno che confermalo con la girondala di novità per le pensioni, ma non solo, basti vedere il taglio delle tasse, le agevolazioni, i bonus e la velocizzazione di alcuni iter legislativi chiaramenti importanti per i cittadini

Sono giorni decisamente confusi per l’esecutivo, giorni di polemiche suscitate dalle ultime notizie sull’esito del referendum sulle trivelle che si è tenuto domenica scorsa, un referendum che ha fortemente diviso forze politiche e cittadini. Il premier, schierato sul fronte del no, ha invitato addirittura gli italiani a non andare a votare, cosa che ha chiaramente scatenato non poche reazioni di malcontento e attacco da parte delle forze politiche schierate dalla parte del sì. Alla luce dei risultati delle votazioni, il quadro politico oggi è ancora confuso: è vero, infatti, che il quorum perché passasse il referendum non è stato raggiunto e resteranno in vigore le attuali norme che prevedono le trivellazioni a mare entro le 12 miglia fino ad esaurimento giacimento, ma è anche vero che non si può considerare una vittoria per il governo.

Come confermato i numeri e sottolineato alcuni governatori delle regioni che hanno indetto il referendum e alcune personalità delle minoranze e delle opposizioni, la stragrande parte di italiani che si è recata al voto, ha votato sì all’abrogazione delle norme attuali, il che ha chiaramente messo in evidenza la volontà di cambiare una legge del governo. In sostanza, considerando i milioni di cittadini che hanno votato, hanno vinto i sì e questo dovrebbe essere uno spunto di riflessione per premier e governo, piuttosto che un dato su cui far forza. Consapevole dell’importanza di quanto emerso, in vista delle prossime elezioni amministrative di giugno, infatti, il premier sembra avere accelerato su misure che dovrebbero permettergli di recuperare voti.
 
A partire dall’anticipo del piano di taglio delle tasse, che potrebbe scattare già dal prossimo 2017 con la riduzione Irpef che invece sarebbe dovuta scattare nel 2018, alla definizione ufficiale del decreto legge per rimborsare tutti gli obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi a causa dei fallimenti bancari di qualche mese fa, a ulteriori sgravi fiscali a partire dai secondi figli, all’erogazione del bonus ai 18enni. Si tratta di misure che, secondo i più, sono esclusivamente mosse elettorali che vengono guardate con particolare attenzione proprio per capire se il governo dopo gli annunci provvederà alla loro trasformazione in realtà.

Nello stesso modo vengono guardate le novità per le pensioni: dopo essere state protagoniste dei dibattiti politici per ben due anni, negli ultimi giorni sembrano tornate prepotentemente in discussioni, soprattutto dopo l’allarme di ieri del presidente dell’Istituto di Previdenza e la conseguente apertura, per la prima volta in maniera diretta, a modifiche pensionistiche da parte del ministro dell’Economia, che avrebbe finalmente detto che si possono trovare nuovi margini di intervento per l’attuazione di novità per le pensioni, un’urgenza collegata soprattutto al lavoro.

E tre le novità in ballo continuano ad esserci quei piani di uscita prima come quota 100, quota 41 (che come ormai ben sappiamo sarebbe particolarmente vantaggioso per coloro che sono entrati prestitssio nel mondo occupazionale), mini pensione, anche accompagnata dalla staffetta, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, ed estensione anche agli uomini del metodo di uscita prima con calcolo esclusivamente contributivo oggi riservato solo alle donne, che permette di andare in pensione a 57 o 58 anni con 35 anni di contributi ed elevate penalizzazione fino al 25%. Insieme a queste novità che anticiperebbero le uscite dei lavoratori, rendendo più morbidi gli attuali requisiti richiesti per andare in pensione ma che rischiano di mettere in seria crisi i giovani di oggi, anche provvedimenti come assegno universale e cancellazione delle ricongiunzioni onerose. Resta ora da capire se anche l’ultima presa di posizione del ministro dell’Economia sia reale, e quindi ci si possa aspettare davvero l’attuazione di novità per le pensioni nei prossimi mesi, o è anch’essa una mossa strategica in vista delle prossime elezioni e per eventuali novità pensioni bisognerà aspettare ancora chissà quanto.  



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Autore: Marianna Quatraro
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